mercoledì, marzo 10, 2010

Formigoni e Polverini governatori?


In questi giorni non si parla di altro: I candidati a governatore regionale delle due maggiori regioni italiane (Lazio e Lombardia), entrambi afferenti al partito (PdL) di maggioranza relativa in Italia, sono stati esclusi della competizione elettorale per irregolarità di presentazione delle liste.

Il governo (PdL) si è sentito in dovere di intervenire per difendere il diritto di scelta degli elettori di centrodestra e sta intervenendo attraverso tutti i canali di cui dispone (fino al decreto legge) per far riapprovare le liste non ammesse alle elezioni.

Vabbè, chiudo il giornale, spremo il fondo della tazzina di caffè, pago e saluto. E' una giornata speciale, ed è sottolineata dalla neve. La neve pigra del 3 di marzo 2010 in Italia -mica in Norvegia- mi ricorda che siamo italiani, gente du mare e du sole.

Senza entrare troppo nel merito delle vicende che hanno portato all'esclusione delle liste di Roberto Formigoni e Renata Polverini, non riesco a togliermi dalla testa due domande:
  1. se la lista non ammessa per gli stessi errori fosse del Partito dei Pensionati, della Südtiroler VolksPartei o dei Marxisti Leninisti, il governo sarebbe intervenuto a tutelare l'interesse degli elettori?

  2. con tutta la buona volontà, come si fa a votare come presidente di una grande regione un candidato che non riesce ad organizzare decentemente neppure la propria partecipazione alle elezioni?

(*) Nell'immagine un particolare dell'affresco allegorico Effetti del cattivo governo di Ambrogio Lorenzetti.
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sabato, gennaio 16, 2010

La famiglia dei patatoni

Complice il freddo e la pioggia, è tempo di domeniche pomeriggi in famiglia. Per un po' si possono guardare i cartoni animati in televisione, ma poi? Non vorrete mica bervi tutta la pubblicità che serve a sostenere le enormi aziende televisive italiane, no?



Noi, una domenica di pioggia ci siamo inventati il gioco di costruire la potato-family.
Servono:
  1. alcune patate
  2. un coltello 
  3. alcuni pezzi di bambole o bambolotte rotte o smontate
  4. un paio di pennarelli indelebili 
  5. una scatola di stuzzicadenti
  6. alcuni fogli di carta (per realizzare gli sfondi) ed una macchina fotografica
  7. uno o più bambini di una età compresa tra 5 e 13 anni
Lavate bene le patate togliendo tutte le tracci di terra e date libero sfogo alla fantasia.


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domenica, gennaio 10, 2010

2000~2009 Bilancio economico USA

Ricordo una serata passata a filosofeggiare di politica americana con un carissimo amico. Sono passati 10 anni e mi ricordo ancora la forza con cui sosteneva l'idea che

«voterei i democratici per le questioni sociali, ma i repubblicani per l'economia»
ed in effetti, questo è stato il leit motiv della politica americana degli ultimi anni, energicamente rilanciata in Italia da commentatori come Giuliano Ferrara.

A dimostrazione del fatto che l'opinione più diffusa sia spesso quella errata, ho trovato un articolo
del premio nobel per l'economia 2008 Paul Krugman in cui parla dell'ultimo decennio americano come del decennio sprecato. Un decennio in cui, negli USA, non vi sono stati progressi di nessuno degli indicatori attualmente utilizzati per misurare l'economia: né il PIL, né l'occupazione, né gli indici di borsa hanno mostrato miglioramenti apprezzabili. Non è cresciuta l'economia come non è migliorata la redistribuzione della ricchezza. Ed il lato peggiore è che non sono neppure migliorate le condizioni base per condurre affari in maniera profittevole, non sono migliorate le regole, non è aumentata l'onestà degli amministratori ed, al contrario, diversi fatti di cronaca -dalla Enron a Madoff- hanno minato la fiducia degli investitori e dei cittadini in generale nelle istituzioni e negli organismi di controllo.
 
Considerando che in questo decennio gli USA sono stati governati per ben 8 anni dai repubblicani capeggiati da George W. Bush, direi che non ci resta che archiviare l'ideologia liberista tra i fallimenti della storia economica e politica. Senza nulla togliere alla libertà economica e d'impresa quando correttamente esercitata entro limiti posti per garantire che queste attività vadano nell'interesse complessivo della società.
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giovedì, dicembre 31, 2009

Che fine ha fatto la fantascienza?



«Il futuro non è più quello di una volta.»
Arthur C. Clarke oppure Paul Valery

Ieri sono stato in una libreria e, dopo aver meditato per una buona mezz'oretta se fosse il caso ci acquistare un saggio (una boccata di realtà) un romanzo o una raccolta di poesie (cercavo qualcosa di Wislawa Szymborska ma non lo avevano), sono sbottato, per lo stupore della moglie, con un: «ma la fantascienza non c'è più?».
Cioè, non è che manchino le opere di fantasia, ma sembrano più fantasy oppure horror o, ancora, gialli-polizieschi ambientati in un futuro prossimo e claustrofobico.

Ha già, penso, "Spazio 1999" è passato. Pure "2001 Odissea nello spazio" con la sua continuazione "2010 l'anno del contatto" sono ricordi del passato.
Negli anni novanta son passati come frecce i cyberpunk con le storie del neuromane, di Jonny Mnemonic e la sua guardia del corpo potenziata con occhi e muscoli innestati e simpatiche unghie retrattili. La matrice, la rete, era diventata cosciente e ... e avrebbe potuto finire tutto come in Matrix.

Ma già non c'era ottimismo. Siamo troppi, troppo vicini, dobbiamo dividerci risorse sempre più scarse e vivere in città sempre più affollate ed impersonali. Non c'è fuga che non sia sintetica, sia essa chimica o elettronica.
Dov'è finito il sogno della frontiera, dei nuovi mondi da conquistare dei nuovi spazi da colonizzare?
La scienza, come l'evoluzione, non procede mai in linea retta e tutto ciò che che la fantascienza della prima metà del secolo aveva previsto, non è andato oltre il viaggio sulla Luna, nel 1969.

Le avventure narrate da Salgari? Sono possibili solo se vi sono ancora territori lontani, selvaggi e inesplorati.
La fisica dell'endecalogia di Asimov? Richiede come minimo che vi sia una fonte di energia sicura, illimitata e compatta adatta a far muovere illimitatamente robot umanoidi e astronavi spaziali che allargano costantemente il nostro spazio ed il nostro orizzonte conquistando nuovi pianeti e sistemi stellari.

Ed invece, eccoci bloccati in una ciotola piccola e sempre più sovraffollata. Gli umani aumentano costantemente e lo spazio non aumenta, le risorse non sono infinitamente riproducibili ed ad un certo punto saranno solo razionabili.

Mentre medito sono nudo, seduto su una sedia in bagno accanto al termosifone bollente, lo scaldino elettrico che lavora a pieno regime e l'acqua della doccia che corre, avvolgendomi in una piacevole nuvola di vapore. Mi scuoto e rabbrividisco allo spreco di energia e acqua che sto perpetrando ai danni dell'umanità.

Nel pieno del 1900 un pensiero simile non sarebbe mai arrivato perché vivevamo nella convinzione che l'energia e l'acqua erano solo temporaneamente limitate, in attesa di nuove tecnologie che sarebbero arrivate a breve, di nuove risorse che sarebbero state scoperte, di nuove infrastrutture che già erano in costruzione.

Ecco, non abbiamo modo di sapere come sarà il 2010, ma sicuramente sarà il momento in cui la coscienza degli umani interiorizzerà il fatto di vivere in un mondo finito (nel senso di non infinito), in grado di fornire solo una certa quantità di risorse naturali (cibo, foraggi, pesce, spazio, energia, acqua potabile) e che, per il momento, non ci sono nuovi spazi da conquistare e da sfruttare. Essendo la torta quella che è, possiamo solo cercare di dividerla al meglio e sprecarne il meno possibile.
E riscopriremo, forse, antichi modi per essere felici e nuovi modi per sognare il futuro, quello che nel decennio passato ci è mancato.

Buon decennio a tutti!
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mercoledì, dicembre 23, 2009

Buon Natale, foglie d'erba



Foglie d'erba
~ 31 ~
«Io credo che una foglia d'erba non valga meno dell'infinito moto delle stelle,
c'è la stessa perfezione nel granello di sabbia, nella formica, nell'uovo dello scricciolo,
la raganella è un capolavoro tra i più alti,
ed il rovo rampicante potrebbe ben adornare i salotti del cielo,
la più piccola giuntura della mia mano può disegnare qualunque meccanismo,
la vacca ruminante a capo chino è più bella di qualsiasi statua,
ed il topo è in se un miracolo bastevole a scuotere miriadi di increduli»
Walt Whitman

Fotografia gentilmente regalata da Paolo Ballarini con licenza Creative Commons Attribution Non-commercial Share Alike 
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domenica, dicembre 20, 2009

Nevica, Luciana racconta le città a modo suo


Insomma, nevica (pochino) da 4 giorni e Milano ed hinterland sono nel caos. Il traffico viaggia a velocità sublumaca, i mezzi pubblici ci sono e non ci sono (chissà come mai le FS sopprimono treni, quando il mezzo meno influenzato dalla neve dovrebbe essere proprio il treno) e le signore si lamentano che vialetti e marciapiedi non sono spazzati ad arte.
Siccome sapevo che le polemiche ci sarebbero state anche quest'anno come l'anno scorso e gli anni precedenti, ho tenuto da parte la trascrizione di questo brano della Lucianina nazionale fino ad oggi, sicuro di non sbagliare.

Luciana Littizzetto ad un Che Tempo che Fa di gennaio 2009.
E'nevicato, non so se vi siete accorti.

Non era qualcuno che scuoteva il pandoro dal balcone.

Peccato che siano partiti degli emboli che neanche fosse scesa dal cielo l'apocalisse. Tutti a gridare: Emergenza, emergenza. Emergenza una mazza.

E' gennaio? Nevica!

Dovremmo essere contenti. Vuol dire che la terra ha ancora qualcosa di normale.

Se l'8 gennaio ce ne stavamo tutti in piazza Castello in mutande con le ascelle sudate e le balle dentro al frigo allora sì che era emergenza.

A Gaza c'è l'emergenza. Non qua.

Invece è scoppiato un macello. Tutti a mettere in croce il povero Chiampa e la povera Moratti. Che anima santa. Aveva poco sale. Anche a me capita.

Tra l'altro aveva poco sale perché l'aveva prestato a Chiamparino.

Gliel'ha dato e poi a Milano sono rimasti senza. Quando si è accorta che nevicava forte si è messa persino a dissalare le acciughe che aveva preso a Spotorno ma non è bastato.

Lety, guarda: sei stata ben gentile, a darci il sale. Siamo in debito.
Quando hai bisogno di due uova per fare la maionese suona pure a me quando ti
pare..

Comunque è strano.

La neve nelle favole rende tutti più buoni, e invece eran tutti isterici, sembrava fossero scesi dal cielo trenta centimetri di cocaina.

Una lagna mai più finita.

«Eh ma facciam fatica a camminare.».

Certo che se ti metti i tacchi per far la figa, facile che vai lunga e tirata.
Mettiti dei bei scarponcini come le pastorelle di Fatima vedi che stai in piedi .. la figa la fai poi quando i giardini di marzo si vestono di nuovi colori, deficiente.

«Eh ma ci sono i marciapiedi pieni. E il Comune che fa?». E cosa fa? Fa passare gli spazzaneve. Ma nelle strade. Non è che li fa passare sui marciapiedi se no porta via anche i citofoni.

Uno gentilmente prende la pala, si leva la neve dal marciapiededi casa sua e non rompe i marroni al sindaco.

La pulizia del marciapiede spetta ai proprietari degli stabili.

Quindi spàlati la neve davanti al tuo portone e falla finita.

Se lo fanno tutti vedi poi com'è più facile camminare.

«Eh ma dovevano chiudere le scuole». Probabilmente sì. Però se non ce la fai a portare tuo figlio a scuola tienilo a casa.

E' un ragionamento difficilissimo?

Non credo. «Nevica. E con l'autobus c'ho messo mezz'ora di più».

Ed è colpa della Moratti? Cosa deve fare sta disgraziata? Correre a raccogliere i fiocchi con la lingua di fuori?

O magari con le chiappe, facendosi tirare per le caviglie, come si fa in spiaggia per fare la pista per le biglie ? Non è che è nevicato solo per te.

E' nevicato per tutti. Avran tutti dei casini. pazienza. Se arrivi in ritardo Brunetta stavolta chiuderà un occhio. «Dovevano mettere più autobus... ». Certo. Chiampa adesso compera 20 bus in più e li tiene in garage e li tira fuori solo quando nevica.

Per te.

C'è scritto nel bilancio comunale.Venti autobus in più per quella lì che si lamenta.

Ma tira fuori il tuo di SUV e sparisci.

Si chiama fuoristrada no? E allora per una volta usalo per quel che è, che sei sempre lì a intasare in doppia fila davanti alla scuola col tuo autoblindo.

Insomma. Quando nevica gli unici contenti sono i bambini e i cani.

I bambini che si tirano le palle di neve e i cani che fan la cacca sul pulito.

E poi, dopo qualche giorno, quando i bambini si tirano le palle di neve con dentro la cacca dei cani, la festa è belle che finita.

P.S. Secondo voi chi spala la neve a Milano?
Pensate che l'annuncio per la ricerca di spalatori alla radio lo danno in inglese, arabo, cinese, spagnolo ed infine italiano.
Quelli che mi fanno più impressione sono i neri, spesso vestiti con abiti troppo leggeri, imbacuccati in strati e strati di giacchette e felpe di colori diversi, calzano scarpe da ginnastica inadatte alla neve, abituati -immagino- a climi ben più caldi dei nostri. Sudano, gelano e ansimano per una paga che noi rifiuteremmo (ed in maggioranza rifiutiamo).
Ma se non ci fossero, chi la sente la sciuretta impellicciata che cammina malsicura su trampoli di marca?
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venerdì, dicembre 18, 2009

Calcolare il carico dell'asino

Siamo sotto Natale, dovremmo essere tutti più buoni e, per non farvi annegare nella melassa vi propongo un problemino cattivello.



Un asino ed un mulo, carichi di merci e guidati dai rispettivi padroni, si trovano a camminare affiancati sulla stessa via.
L'asino, per sottolineare il suo maggiore carico che trasporta, ricorda al mulo: «se prendessi 20Kg del tuo carico, porterei il doppio del tuo».
E il mulo, per minimizzare: «ma se io prendessi 20Kg del tuo carico, porteremmo lo stesso peso»

Quando pesano i carichi rispettivamente dell'asino e del mulo?

Soluzione
Vi dirò che questo problema è facilmente risolvibile utilizzando carta e penna ed applicando un po' di regole delle equazioni (le più semplici, in fondo sono due equazioni lineari con due incognite). Mentre risulta estremamente sfidante da risolvere a mente. Per ora nessuno di coloro cui ho proposto il gioco ha trovato la soluzione senza utilizzare carta e penna.

Come da tradizione, la soluzione è nascosta qui sotto, in bianco su bianco, ed è leggibile selezionando il testo.

L'affermazione dell'Asino, una volta espressa in formula diventa:
A+20=2*(M-20)
A=2M-40-20
A=2M-60

L'affermazione del Mulo:
M+20=A-20
A-M=40

Sostituendo A:
2M-60-M=40
M=40+60
M=100

Ovviamente:
A=140


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Mi sento fortunato