lunedì, novembre 21, 2011

Mal d'Italia

«Non può essere un paese giusto e moderno quello in cui fornitori, professionisti o artigiani domandano con assoluta naturalezza se il pagamento lo si vuole con o senza ricevuta.»
Romano Prodi
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lunedì, novembre 14, 2011

Traditi



Sì, vi ho traditi.

E' qualche mese che ho tradito il blog, che pure ho portato avanti per diversi anni. In realtà era già tempo che non riuscivo a mantenere un ritmo di pubblicazione ragionevole (a mio avviso circa un post alla settimana) e, contemporaneamente, sprecavo idee che annotavo su un blocchettino in pagine che non si materializzavano più in post come una volta.
Pian piano ho smesso pure di aggiornare il blocchettino, che da compagno di vita si è lentamente trasformato in speranza o ricordo di utilià, spesso trascinato in giro ma non più frequantato.

La questione è sottilmente legata all'accessibilità di Internet, ed alla necessità di utilizzare un pc per scrivere, impaginare e ricontrollare i post. Il PC, seppur portatile, tende stranamente ad essere scarico quando serve o riposto in una stanza (o piano) diversa di quella in cui ci si trova e impiega minuti a divenire operativo dal momento dal pigio del bottone a poter scrivere.

La sorpresa è arrivata quando la moglie mi ha regalato l'androide e ... si mi si è schiusa una porticina, invero piccola piccola, su di un mondo nuovo che consente di consultare wikipedia mentre si aspetta il caffé o prendere una foto o scrivere un'idea nei 300m dalla porta dell'ufficio al parcheggio.

Inizialmente ho provato ad utilizzarlo per leggere la blogsfera e scrivere post ... ma la ridotta dimensione dello schermo rende faticosa la lettura di poche decine di righe e la piccola tastiera (oltre che la scomodità del meccanismo di ricerca e pubblicazione di immagini) mi hanno fatto desistere dopo qualche giorno.

La vera scoperta è stato Twitter che, in sostanza, è un blog per post da 140 caratteri, quelli sì comodamente leggibili su uno schermo da 3,5 pollici e digitabili senza particolare fatica su una minuscola tastiera touch!

Eccomi dunque diventare @breveiunutile e postare almeno un paio di volte al giorno brevi ed inutili osservazioni sulla vita, la tecnologia e le cose del mondo direttamente dall'immancabile telefonino.

Ricopio qui un po' di pigolii che ho scritto e, in spalla al blog, il roll in real time del tweet.

2011-09-09 05:07:20
Ieri ho comprato una bellissima stampante per 79€. Ero
felice. Poi ho comprato un pacco di cartucce per 59€. Sigh.

2011-09-09 06:35:01
Dal Corriere di oggi. Unica attività economica in crescita
in Italia, lotterie e slot macchine: +20%.

2011-09-07 09:30:53
Quello che manca nella vita pubblica in Italia? Un'idea di
#futuro.

2011-09-07 09:37:02
Un sogno per il #futuro? Il quoziente famigliare. Cioè
redditi tassabili divisi per il numero di membri della famiglia. Equo e
giusto.

2011-09-07 09:33:28
Un sogno pier il #futuro? Cure dentistiche rimborsate dalla
mutua. Come in Francia.

2011-09-08 16:23:19
Come si fa a fare delle scelte se non si conosce la
direzione? Se non si possiede un' idea di #futuro?

2011-09-09 13:06:20
San Raffaele. Ottimo ospedale. Pulito, organizzato,
efficente. Speriamo che sopravviva ai debiti. http://t.co/iWpJUf2

2011-09-09 13:23:13
California al buio per 5 ore. Forse a causa dell' errore di
un dipendente. Non auguro a nessuno di trovarsi al suo posto.

2011-09-11 08:43:37
Ogni lavoro che fai in casa se ne porta dietro altri due. Per
ogni cosa che metti in ordine ne scopri altre due in disordine.

2011-09-11 20:25:27
Un' idea per il #futuro: contratto unico per i lavoratori
dipendenti. Stesso lavoro stessi diritti e stessi doveri.

2011-09-12 08:34:53
In treno: 18 min per entrare in Milano, fino in centro.
Viaggio in compagnia dell'androide. Fantastico.

2011-09-12 08:40:38
Amo la bicicletta, l'abito gessato, lo smartphone Android, il
treno, la metropolitana, lo zainetto e la musica di Amy. #androidiani

2011-09-12 09:13:36
#sanità: oftalmico del Fatebenefratelli di MI. Ottimi
dottori buona struttura. Coda insensata all'accettazione. Toccame non
funzionante.

etc ...
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domenica, ottobre 16, 2011

Violenza alle manifestazioni, è proprio necessaria?

Guardando oggi #15ott quello che è successo a Roma sono rimasto ipnotizzato, con l'occhio fisso sulle immagini che scorrevano initerrottamente in televisione. Mi sembrava una storia già vista, un sapore già sentito, un odore dolciastro di sangue e ferro rovente.

Sì, sembrava Genova, quando centinaia di migliaia di persone perbene che manifestavano il loro disprezzo sono rimaste schiacciate tra poche centinaia di scalmanati e le forze dell'ordine in assetto da guerra.

Perché sempre lo stesso copione? E' proprio necessario? Inevitabile? Perché le stesse manifestazioni nel resto del mondo non hanno avuto lo stesso epilogo? Ricordo che Cossiga aveva una lezione da insegnare ... la ritrovo nell'ottimo blog di Alessandra Bacci.

Trascrizione integrale dell'intervista di Andrea Cangini al senatore a vita Francesco Cossiga.

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l'uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l'Italia è uno Stato debole, e all'opposizione non c'è il granitito Pci ma l'evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno».

Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio».

Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E' dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all'inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com'era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c'è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».


Articolo pubblicato sul Quotidiano Nazionale del 23 Ottobre 2008
Il succo della questione mi sembra che sia il seguente: le grandi manifestazioni finiscono come il ministero dell'interno vuole che finiscano.
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domenica, settembre 11, 2011

Restituire alla terra


Ho installato nel nostro piccolissimo orto un piccolo composter. Così restituisco alla terra qualcosa di ciò che prendo.

In effetti, era un po' che mi domandavo come mai un diligente cittadino  dovesse fare una precisa raccolta differenziata per mandare l'umido in un inpianto di compostaggio da cui si ricava torba. Torba che poi lo stesso cittadino và poi a comprare all'ipermercato per nutrire/correggere la terra del proprio giardino.

Trasformando i resti di cibo in torba in casa propria si ottengono i seguenti risparmi:
  1. Si risparmiano i sacchetti di mater-b (che saranno anche ecologici ma vanno prodotti in fabbrica, trasportati fino ai supermercati, acquistati e trasportati fino a casa).
  2. Si risparmia sulla raccolta (che richiede l'uso di camion e di personale)
  3. Si risparmia sul trasporto all'impianto di compostaggio
  4. Si risparmia sulla produzione di grossi sacchi di plastica per la torba
  5. Si risparmia sull'insacchettamento della torba nei sacchi sul trasporto fino al negozio
  6. Si risparmia sull'acquisto della torba insaccata
  7. Si risparmia sul trasporto fino a casa
  8. ed infine sullo smaltimento del grande sacco di plastica
Pochi euro in tutto, per il cittadino, ma un monte di risparmi per il mondo e la collettività.
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martedì, agosto 23, 2011

La realtà

Alpi e nubi
Di sera. Solo, per una volta. Mentre cambio canale alla ricerca di notizie dalla Libia o sulla manovra finanziaria raccolgo questo breve passo del poeta portoghese Fernando Pessoa:
«Ripassa domani, realtà 
Basta per oggi, signori.»
Spengo la TV e cerco un libro. Non ne trovo uno adatto e mi tuffo in un plico di fumetti onirici e visionari acquistati ad una bancherella dell'usato lo scorso fine settimana.

* La foto è stata scattata a Serfaus, in Austria e, come al solito, è open source. Fatene ciò che desiderate.
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giovedì, luglio 28, 2011

In bicicletta

Piccola storia in tre scatti.

Ritorno a casa

Viale alberato


Qui si rischia la pioggia

Ma, alla fine non piovve fino a notte.
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lunedì, luglio 25, 2011

In fondo al tunnel

In fondo al tunnel, c'é una Tamagotchi
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domenica, luglio 24, 2011

Dopo la pioggia



They tried to make me go to rehab but I said 'no, no, no'
Yes I've been black but when I come back you'll know know know 

Dopo la pioggia vengo a sapere della morte di Amy Winehouse e me ne dispaccio. Amo le sue canzoni tristi come nuvole cariche di tuoni. Aveva 27 anni. Basta, basta, non si può vivere a lungo sotto un cielo così buio. Ma avrei preferito ascoltarla cambiare fino alla vecchiaia.

sabato, luglio 23, 2011

Dolore Norvegese


Quanti morti, quanti invalidi, quanto sangue e quanto inutile dolore. Tutto il mio cordoglio e la mia solidarità per il popolo norvegese.

A volte la storia sembra essere finita, nulla più sembra in grado di stupirci. Poi, improvvisamente, il tempo accellera, le cose accadono ed il mondo degli uomini trova incredibili occasioni per riflettere su se stesso e, forse, cambiare prospettiva.

Da una parte 76 morti, una bomba, una strage a fucilate, una nazione colpita, molti sopravvissuti e qualche eroe.
Dall'altra parte un bel ragazzo alto e bindo, trentaduenne, cattolico. Forse solo. Si dichiarava conservatore ed antiislamico. I giornali dicono che avesse simpatie di estrema destra, fosse iscritto a una loggia massonica e dimostrasse avversione per l’islam e la società multiculturale. Potrebbe essere un ragazzo tra tanti, anche in Italia.
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Dove vanno i soldi della pubblicità di ENEL ed ENI


Stavo gettando l'inserto economia del Corriere 4/7/2011 quando mi è caduto l'occhio sulla tabellina che vedete sopra.

Eni (ex Ente Nazionale Idrocarburi) e l'Enel (ex Ente Nazionale per l'Energia ELettrica) sono società a partecipazione pubblica, sostanzialmente controllate dallo stato che dispone di quote attorno al 30%.

Dalla tabellina si evince che negli ultimi 4 anni le due società hanno investito da 80 fino a quasi 100 M€ l'anno in comunicazione/pubblicità (l'anno in corso è fotografato fino ad aprile).

Guardate un po' chi è salito negli investimenti pubblicitari negli ultimi due anni?
Mediaset, ovviamente. E chi è sceso? Rai e stampa, neanche a dirlo.
E chi è al governo?

Considerate anche che l'ENI ha appena rinnovato le cariche nel consiglio di amministrazione e che si dice (in un articolo nella stessa pagina) che la nomina sia stata particolarmente sofferta.

Lascio all'attento lettore eventuali considerazioni.
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giovedì, luglio 21, 2011

Biciclette in stazione



Viaggiando in ferrovia capita di dover cambiare treno e poter disporre, quando i treni sono in orario, di una mezz'oretta per dare un'occhiata fuori dalla stazione.
Bologna, Parma, Piacenza, Lodi, Milano Lambrate, lo spettatore meno attento non può non notare che in un giorno lavorativo qualsiasi, fuori da ogni stazione della ferrovia o di alcune linee metropolitane si vedono biciclette legate ad ogni possibile cancello o palo.

Possibile che a nessun dirigente delle FS o politico locale sia venuto in mente che c'è un evidente bisogno che aspetta solo di essere soddisfatto?

A San donato Milanese ci hanno pensato una amministrazione comunale illuminata e un imprenditore creando un servizio utile ed intelligente: "La stazione delle biciclette".
Confinante con una stazione terminale della metropolitana milanese, la stazione delle biciclette offre custodia a pagamento, riparazione e vendita di biciclette oltre che l'organizzazione di corsi ed eventi vari. I cittadini che si muovono in bicicletta dispongono di un eccellente servizio, il comune offre un servizio con un investimento minimo, un imprenditore guadagna la pagnotta per se e per qualche dipendente. Il pianeta ci guadagna un bel po' di emissioni in meno ed i pendolari (automobilisti compresi) guadagnano dalle riduzioni del traffico e dai pacheggi più liberi, dato che ogni bicicletta in più è un'automobile in meno in strada.  La MM guadagna dal risparmio di potenziali posti auto che dovrebbe realizzare (una macchina parcheggiata occupa lo spazio di 8 biciclette). Semplice ed efficace.
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mercoledì, luglio 20, 2011

No logo 10 anni dopo


Leggo sconcertato la copertina dell'ultimo Internazionale: NO LOGO 10 anni dopo.
Guardo il libro intonso in libreria dove l'avevo riposto in attesa di trovate il tempo o l'ispirazione per leggerlo. Sembrava ieri. Sigh.


lunedì, luglio 18, 2011

W il treno


Milano Rimini in poco più di 4 ore. Quattro ore per leggere e giocare con i figli e l'androide, da cui vi scrivo.

Pianificare un viaggio in macchina è più facile, la macchina è lì che aspetta, amichevole, di uso quotidiano. Si parte da casa e si arriva nel luogo esatto con un mezzo solo. Ingannevole.
Nel viaggio di andata per le ferie, solo 20 giorni fa, siamo stati diverse ore prigionieri della nostra scatolona di metallo, senza poter scendere, imbottigliati in autostrada, neanche per far pipì, figuriamoci per sgranchire le gambe.

Questa volta, invece, il Troll ed io andiamo in treno ad accompagnare la Principessa al mare, dove rimarrà due settimane con i miei genitori.
Adesso stiamo passando da Bologna su un treno regionale semivuoto, perfettamente in orario (ci si potrebbe regolare l'orologio) con aria condizionata ed un ambiente pulito e tutto sommato abbastanza gradevole. Peccato solo per i sedili che sono rigidi come panche in plastica e non consentono alcuna regolazione.
Per la bella cifra di 29€ a testa stiamo viaggiando da Milano a Rimini in una tratta sola beffandoci, questa volta, delle macchine ferme in autostrada sotto la canicola di mezzogiorno.

Finalmente, per la prima volta quest'anno, riesco a leggere un quotidiano intero (tolto solo lo sport) e una rivista impegnativa come l'Internazionale. Quasi non mi sembra vero!


sabato, luglio 16, 2011

Fiori di campo

Da parte Principessa.


La foto non perfetta, ma è ben vero che a volte vale il pensiero.

lunedì, luglio 11, 2011

Zazzera

Giovedì

Giornata di sole assassino. Mattina in spiaggia in cui ho provato a portare il Troll a nuoto fino agli scogli a 500m dalla spiaggia.
Dato che è la prima volta portiamo anche il materassino (non si sa mai) ed in effetti, a metà lo vedo provato e rientriamo con la promessa di provarci l'indomani.
Al ritorno ricordo come mio fratello mi facesse notare che sono sempre di meno quelli che nuotano e, se si vede qualcuno che lo fa, con alta probabilità non è italiano. Mi guardo in giro e sembra proprio così.
Il pomeriggio in piscina lo dedico alla Tamagotchi ed al corso di nuoto in stile crawl alla Principessa. Non male.
La Tamagotchi è così stanca che in tardo pomeriggio si addormenta secca sulla sdraio.
Dopo la cena e la baby-dance del campeggio cerco di mettere a letto la Tamagotchi, che -come da copione- non ne vuole sapere.
Non ci sono libri da cui leggere una fiaba. Non ci sono fumetti per bambini. Non c'è la TV. 
Emetto un sospiro di resa: mi tocca improvvisare. Ecco cosa ne é uscito:
«Zazzera era una principessa. Il Re, suo padre, era un ubriacone e spesso la maltrattava senza ragione. Per questo la principessa non si tagliava né si pettinava i capelli che erano diventati una scomposta zazzera in cui poteva trovare rifugio qualunque cosa: un pettine, un giocattolo o un pettirosso con cui la piccola a volte giocava.
Una volta che il padre esagerò, Zazzera fuggì dal castello e si perse nel bosco.

Nel bosco incontrò una simpatica signora che le offrì cibo e consolazione.
Quando la signora capì che Zazzera era la figlia del Re, si rivelò per quello che era: la strega Acida.
La vecchina non era sempre stata una strega: una volta era una bella cortigiana che si era invaghita del Re.

Siccome il Re la rifiutò dopo un lungo fidanzamento (e c'era ben da capirlo visto il terribile caratteraccio di Acida) questa si ritirò nel bosco dove studiò le arti magiche aspettando il momento per vendicarsi.

Acida prese Zazzera con sé e, in cambio di cibo e soggiorno, la costrinse a tutti i lavori pesanti di casa come strofinare i pavimenti, lucidare gli alambicchi, raccogliere la legna e portare i le borse quando si recava al mercato. Per completare l'umiliazione le tagliò i capelli a zero, come si fa con i militari il primo giorno di servizio.

Dopo qualche giorno Acida riuscì a contattare il re di un paese vicino che era un feroce rivale del papà di Zazzera, e gli vendette la figlia del Re.
Il giorno successivo preparò, con tutta cura, una gabbia ma Zazzera se ne accorse.
Dovete sapere che Acida era piccola e minuta come una bambina e quando fu il momento di ingabbiare Zazzera, la principessa prese di sprovvista la vecchia e la infilò in gabbia al posto suo.

Quando arrivarono i soldati del regno vicino, presero la gabbia e senza capire le proteste della vecchina, giacché parlavano un'altra lingua e non conoscevano l'aspetto della persona che erano stati mandati a prelevare, la portarono via senza dire una parola.

Nel frattempo il padre di Zazzera si era veramente pentito e quando non pregava ai soldati di ritrovare la figlia, si chiudeva nelle sue stanze a piangere la propria stupidità.
Dopo gli avvenimenti della notte, Zazzera vestita di stracci e rasata come un soldato si diresse a corte. Siccome nessuno la riconosceva riuscì ad entrare a castello spacciandosi per la nipote dello stalliere, finché una guardia non scoprì l'inganno e cercò di buttarla fuori. La piccola gridò e si disperò così forte che suo padre la sentì, la riconobbe e le corse incontro.
Quando il padre la raggiunse la abbracciò, e gioì, e gridò e fece annunciare sette giorni di festa per il ritorno della figlia.

Il Re non bevve più, la figlia rimase a corte ed imparò ad acconciarsi i capelli come si confà ad una principessa, ma le rimase il soprannome Zazzera.»

Questa fiaba e le immagini che la accompagnano sono open source. Fatene ciò che volete ma ricordatevi di citare la fonte.
Creative Commons License  
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venerdì, luglio 08, 2011

Digital divide

Numero 5 di Largo Poeta, nel borgo affrescato di Treglio, in provincia di Chieti

Mercoledì
Prevista pioggia. Pianifichiamo un giro in città ed uno alla ricerca di un curioso borgo medioevale divenuto famoso per i moderni affreschi che lo decorano.
Lo ammetto, sono rimasto colpito dal nuovo gioco più di quanto sarebbe ragionevole ed ho continuo a giocare anche quando era evidente la poca utilità del mezzo. Ma uno smarphone android è veramente uno strumento innovativo e polifunzionale: scatta discrete fotografie, è ottimo per riprendere brevi video, consente la consultazione dell'email in ogni momento e di prendere appunti ogni volta che l'idea si presenta. Consente la navigazione Internet, la consultazione di mappe stradali oppure, e questa si è rivelata un'applicazione tanto semplice quanto affascinante, l'identificazione delle stelle nel cielo notturno. Il problema è che quando si è fuori rete funziona quasi niente, e qui in abruzzo succede spesso. Il campeggio offre il WiFi a pagamento ma è a malapena sufficiente dato che viaggia solo a 0,3Mb (300KB! come il preistorico modem che conservo ancora in soffitta per ricordo!), con un meccanismo di autenticazione adatto solo alla navigazione web e senza la copertura totale dell'area.Sigh.
Ed anche la rete UMTS (quella del cellulare, per intenderci) non offre grandi soluzioni con un funzionamento ad intermittenza ed una velocità che non raggiunge mai neppure i 0,3MB del WiFi.
Molte cose non funzionano e pubblicare una foto sul blog diventa un'impresa quanto mai frustrante. 

Vabbé, noi siamo in vacanza e per qualche giorno potremmo anche fare a meno della rete, ma dire di tutti coloro che qui ci vivono e ci lavorano? Come è pensabile cavalcare lo sviluppo economico possibile, ad esempio, commercializzare un prodotto locale se aggiornare la foto un prodotto nel prorio store comporta mezz'ora di frustranti tentativi?
C'è poco da fare: una volta posati i cavi, ci vuole vermanente poco per offrire abbondante connettività a prezzi irrisori, possibile che non si riesca a tirarne un fascio fin qui, di questi benedetti cavi?

Ecco un programma intelligente per governo, regioni, comuni e aziende: unire l'Italia con una rete. Una rete che porti tutti i comuni a contatto con l'Italia, l'Europa, il mondo.
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Sono scomparse le tette


Lunedì
Dopo due giorni di spiaggia posso affermare, e lo faccio da attento osservatore, che sono scomparse le tette.
Nel senso che non si vede un topless a pagarlo oro. E non parlo di quei tristi saccottini ripieni di silicone che si vedono troppo spesso sulle copertine delle riviste scandalistiche ma di tette vere, piccole, grandi, flappe o galiarde, diverse quelle di una da quelle di un'altra come solo la natura riesce.

La moglie argomenta che si tratta della conseguenza delle campagne di informazione sulle cause dei tumori, io penso che si tratti semplicemente di riflusso, o di invecchiamento quadratico medio della italica popolazione.

Me lo ha fatto notare una giovane collega rumena: in Italia si vedono in giro molti anziani e, soprattutto, pochi giovani.

Nelle spiagge per famiglie si vedono capelli grigi e pance e morbidezze in quantità e chiedere "lei è la nonna?" è una domanda da evitare a tutti i costi, rischiando terribili figuracce.
Il vantaggio è che si può esporre il proprio sovrappeso senza sentirsi troppo in colpa, le altrui miserie fanno apparire accettabili anche le nostre.

Ma come si fa ad aspettarsi un roseo futuro, quando le giovani generazioni sono numericamente così esili?
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giovedì, luglio 07, 2011

Cronache dalle vacanze


Sabato
Piove. Primo giorno di vacanza. 8 ore di viaggio. Levataccia alle 4 di mattina e partenza alle 5.
Buffo. Alla partenza le previsioni davano sole  tutto il giorno. Dopo un po' hanno cominciato a a peggiorare, ed anche il tempo con loro.
Da quando siamo arrivati piove a dirotto, fa freddo e noi non siamo attrezzati. Chi si porta un maglione per andare al mare?
Poi, dopo tanti anni di esperienza, si cerca di limitare al minimo i bagagli, che in cinque finiscono per essere comunque troppi.
Scrivo utilizzando il nuovo giocattolo: uno smartphone Android nuovo di zecca. Buono per essere sempre connessi con Internet ma poco pratico, ahimé, per scrivere. L'uso del T9 porta all'autocensura e, di conseguenza, all'impoverimento del lessico e della punteggiatura, sulla cui gestione ci sarebbero ampi margini di miglioramento. Mi scuserete dunque per gli strafalcioni.


Domenica
La maledizione di Tutankhamon in salsa abbruzzese colpisce sia la Principessa che il Troll ed, un po' anche me.
T9 non riconosce i nomi e, comunque, non mette le maiuscole. Tocca tornare indietro a correggerle, che fatica.
Il sole oggi scotta davvero. La Tamagotchi è sempre molto autonoma. Per il campeggio cammino sempre scalzo e questo produce scandalo nelle mamme e soprattutto nelle bambine. Chissà perché sembra strano uno che cammina scalzo, come nudo.
Ghiaia fine oppure grossa, prato a volte umido a volte asciutto, asfalto ruvido troppo spesso bollente ma piacevolmente tiepido la sera. Legno ruvido e piacevole, massaggia i piedi anche sul patio di fronte alla casa mobile, non solo in sauna.
Comminare scalzo è un'esperienza sensoriale. Le piastrelle sono diverse dal cemento, e lo sono anche al tatto. Ci vuole la sensibilità del piede per capire quanto sia fresco il prato quando ci sono 30 gradi e l'asfalto diventa morbido e bollente.
Volete risolvere il problema del caldo afoso in città l'estate? Prima di comprare un condizionatore più potente provate a camminare scalzi per un po', capirete molte cose e vi sembreranno ovvie alcune soluzioni che oggi sembrano invisibili pur a portata di piede.
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martedì, giugno 21, 2011

Una fiaba semplice semplice


Non so da dove venga ... ma me l'hanno girata ed è troppo bella per non postarla qui.
«Si racconta che una volta, tanto tempo fa, tutti i sentimenti, le qualità e i difetti dell'uomo si riunirono.
Dopo che la Noia aveva sbadigliato per l'ennesima volta la Pazzia propose di andare a giocare a nascondino.
La curiosità chiese: -A nascondino? Come si fa? - E' un gioco, spiegò la Follia, io mi copro gli occhi e incomincio a contare fino a un milione. Voi intanto vi nascondete e quando non c'è più nessuno in giro e io ho finito di contare, il primo di voi che trovo rimane al mio posto a fare la guardia per continuare il gioco.
L'Entusiasmo ballò seguito dall' Euforia, dall'Allegria e fece tanti salti che finì per convincere il Dubbio e l'Apatia, la quale non aveva mai voglia di fare nulla.

Ma non tutti vollero partecipare... la Verità preferì non nascondersi; la superbia disse che era un gioco molto sciocco e la Codardia preferì non rischiare.
- Uno, due, tre... - incominciò a contare la Follia.
La prima a nascondersi fu la Pigrizia, che si nascose dietro la prima pietra del cammino.
La Fede salì in cielo e la Invidia si nascose dietro l'ombra del Trionfo che era riuscito a salire in cima all'albero più alto.
La Generosità invece non riusciva a nascondersi, ogni posto che trovava lo lasciava ai suoi amici.
Un lago cristallino? Ideale per la Bellezza, Un cespuglio? Perfetto per la Timidezza, Un soffio di vento? Giusto per la Libertà.
Finchè la Generosità decise di nascondersi dietro un raggio di sole.
L'Egoismo invece si prese subito il posto migliore e confortevole, tutto per lui.
La Bugia si nascose... veramente non si sa dove, la Passione e il Desiderio si nascosero nel centro di un vulcano.
La Dimenticanza... non ce lo ricordiamo!

Quando la Follia arrivò a contare fino a 999.999, l'Amore ancora non aveva trovato un luogo per nascondersi, perché erano tutti occupati. Alla fine vide un roseto e decise di nascondersi lì, fra le bellissime rose.
- Un milione!!!- disse la Follia che iniziò a cercare.

La prima a farsi scoprire fu la Pigrizia. Poi la Fede, poi la Passione e il Desiderio, che aveva sentito vibrare dentro il vulcano. Trovò poi l'Invidia che si era nascosta dove stava il trionfo.
Camminando, vicino al lago trovò la Bellezza; poi il Dubbio, il quale non aveva ancora deciso dove nascondersi.
Eppoi uno dopo l'altro incontrò tutti gli altri, tranne l' Amore.
La Follia iniziò a cercarlo dietro a ogni albero, sotto il ruscello, in cima alla montagna... e quando fu al punto di darsi per vinta, vide il roseto e iniziò a muovere i rami, quando allo improvviso si sentì un doloroso grido.
Le spine avevano ferito negli occhi l'Amore!

La Follia non seppe cosa fare e come chiedergli scusa. Pianse, pregò, implorò e chiese perdono.
Da allora, da quando per la prima volta sulla terra si giocò a nascondino: l'Amore fu cieco e la Follia non lo lasciò mai più.»
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lunedì, giugno 06, 2011

BattiQuorum



Lo so che sapete già tutto di acqua e nucleare per cui vi invito a votare solo per il, più taciuto, quarto referendum:

Legittimo impedimento: vota sì per abolire lo "scudo giudiziario" a vantaggio dei componenti del governo, perché anche il presidente del consiglio e i ministri possano essere processati come qualsiasi cittadino.

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giovedì, maggio 26, 2011

VOTA Aristide!

Il cane del mio vicino è vecchio, zoppo, cieco ed incontinente.

Non è certo un leader, non domina e non sfotte gli avversari, và accompagnato per pochi metri e mi trattengo dal sorridere quando trova la strada sbattendo, pian pianino, a destra ed a manca.
Eppure, sono sicuro che sarebbe un presidente del consiglio migliore dell'attuale. Sarebbe, e per un cane è sicuramente una gran cosa, più umano, più corretto ed, in fondo, di migliore esempio per i suoi seguaci.

Sarebbe, sicuramente, capace di scegliere collaboratori migliori, in grado di portare onore all'Italia quando si muovono sullo scacchiere internazionale della politica o dell'economia.
Sono certo che scegliendo a caso, tra 60 milioni di italiani, ci vorrebbero decenni per riuscire a pescare tanti tangentari e servi e lacché e ladri e bugiardi come quelli che circondano adesso il nostro amatissimo leader.

I pochi collaboratori capaci sono umiliati, in fondo contano meno delle fanciulle da festino privato, e, visto che il lavoro ben fatto è l'ultima delle priorità, sono stati accantonati come bambole di pezza.

Aristide, il cane, non direbbe tante bugie -in fondo non parla- e se non ci darebbe esempi di buon governo, non ce ne darebbe neanche di malgoverno, non si scriverebbe leggi ad-personam e, scegliendo parole a caso da un dizionario, scriverebbe una riforma della giustizia migliore di quella pensata solo per le necessità personali di chi ora governa e possiede così tanta parte dell'Italia.

Non possedendo televisioni, né giornali, né disponendo di una schiera di liberi giornalisti a libro paga, si sottoporrebbe onestamente al controllo dei suoi elettori senza truccare le carte e senza accusare di qualunque meschinità -perlopiù inventate o quantomeno gonfiate- chi, semplicemente, cerca di far emergere un po' di realtà in mezzo alle panzane inventate per sostenere l'insostenibile.

VOTA Aristide!

P.S. Questo è un articolo fazioso, se ritente che vi offenda non consideratelo e votate felici.
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domenica, aprile 24, 2011

Giocare a nascondino tra le colonne della biblioteca




Giocare a nascondino tra le colonne della biblioteca.
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lunedì, marzo 21, 2011

Patria e Nazione


Il 17 marzo, in occasione del 150° dell'unità d'Italia, ho sentito  Emilio Gentile* fare la seguente distinzione al tg della colazione:

Patriota
Ambisce ad una nazione libera e indipendente
tra nazioni libere ed indipendenti.
    
Nazionalista
Ambisce ad una nazione libera ed indipendente,
tra nazioni assoggettate alla sua.
    
Inoltre, è bene ricordare come l'estremo nazionalismo sia, assieme ad altre condizioni, precursore del fascismo.

(*) da Wikipedia:
Emilio Gentile. Conosciuto in campo internazionale, è stato insignito di diversi premi fra cui il Premio Hans Sigrist attribuitogli dall'università di Berna nel 2003 per i suoi studi sulle religioni della politica. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue.
Docente di storia contemporanea all'Università La Sapienza di Roma, collabora a giornali e riviste. Ha insegnato in Australia, Francia e Stati Uniti.

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venerdì, marzo 04, 2011

Il potere del denaro


Questa vecchia vignetta di Dilbert (tratta da Il principio di Dilbert, 1997) sembra particolarmente adatta a questi nostri anni in Italia.

Vi ricorda qualcuno?
E' giusto che sia così ed è, come pensano molti, inevitabile?
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lunedì, gennaio 31, 2011

Lasciateci lavorare


Ho trovato una definizione ben scritta (beh, delle dimensioni un pamphlet, ad essere sincero) nella Treccani On Line del PLEBISCITARISMO:

Weber scrive sia in riferimento agli avvenimenti storici della Germania - anche al fine di influenzarli - sia in sede di elaborazione della sua teoria sociologica complessiva.
(secondo Weber) Dal punto di vista programmatico, la democrazia plebiscitaria, caratterizzata dall'elezione popolare diretta del Reichspräsident, dovrebbe rappresentare la risposta politica alla grave crisi della Germania, dopo la sconfitta subita nella prima guerra mondiale. Secondo Weber, soltanto un leader che abbia ottenuto un ampio consenso popolare sarebbe in grado di tenere insieme il paese e, al tempo stesso, di introdurre le riforme necessarie al nuovo ruolo che attende lo Stato tedesco: la Germania deve infatti prendere consapevolezza di non possedere più le risorse necessarie per condurre la politica di una grande potenza. Per il bene della Germania, il leader plebiscitario deve poter governare, finché è in carica, senza essere intralciato, salvo sottoporsi, a fine mandato, a nuove elezioni, attraverso le quali il suo operato possa venire sottoposto al controllo popolare.
(...)
L'elezione diretta del presidente può non produrre carisma e non accompagnarvisi, ma determina pur sempre una situazione nella quale emerge "il dittatore del campo di battaglia elettorale". Essa, inoltre, può produrre intensi rapporti emotivi, creando legami di fiducia tra gli elettori e l'eletto e offrendo a quest'ultimo opportunità di guida tali da non poter essere ingabbiate né dalla burocrazia o dal sistema economico, né dai partiti o dai gruppi di interesse, né dallo stesso parlamento.
(...)
La democrazia plebiscitaria si contrappone nettamente al potere dei partiti e al potere delle corporazioni. Entrambi sono rappresentati in parlamento da funzionari "meschini e mediocri" che perseguono i propri interessi personali o quelli delle loro organizzazioni e che non sono "personalità selezionate nel corso della lotta politica" (v. Weber, 1918; tr. it., p. 164), ma uomini premiati per la loro subordinazione alle rispettive organizzazioni.

etc ... ma sappiamo già come è finita, dato che Max Weber scriveva di questi argomenti in Germania tra il 1919 ed il 1933.

Non voglio dire che il "lasciatemi lavorare" debba per forza scivolare verso feroci dittature, ma indubbiamente si tratta di una forma di democrazia incompleta e malata che indebolisce la forma liberale dello stato democratico basato sulla separazione dei poteri.
Chi è eletto deve agire correndo in un preciso steccato di regole e l'elezione non è lavacro di dei reati commessi al di fuori dell'esercizio del potere rappresentativo.
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domenica, gennaio 23, 2011

Nati negli anni 70

Ieri mi hanno spedito una di quelle mail così azzeccate da essere anni che girano per il cyberspazio sopravvivendo ai cambiamenti tecnologici ed alle mode.


Nati negli anni 70

Ai nati prima del 1970 e anche qualche anno dopo ...
A tutti voi che come me siete sopravvissuti alla vostra infanzia ... dopo tutto, non siamo mica venuti su così male.

Tu che sei nato/a prima del 1970:

A ben pensarci, è difficile credere che siamo vissuti fino ad oggi! Da bambini, andavamo in macchina (quelli che avevano la fortuna di averla) senza cinture di sicurezza e senza air bag. E viaggiare nel cassone posteriore di una pickup, in un pomeriggio torrido, era un regalo speciale.
I flaconi dei medicinali non avevano delle chiusure particolari.
Bevevamo l'acqua dalla canna del giardino, non da una bottiglia. Che orrore!
Andavamo in bicicletta e sciavamo senza usare un casco.
Passavamo dei pomeriggi a costruirci i nostri "carri giocattolo". Ci lanciavamo dalle discese e dimenticavamo di non avere i freni fino a quando non ci sfracellavamo contro un albero o un marciapiede. E dopo numerosi incidenti, imparavamo a risolvere il problema.... noi da soli!
Uscivamo da casa al mattino e giocavamo tutto il giorno; i nostri genitori non sapevano esattamente dove fossimo, nonostante ciò sapevano che non eravamo in pericolo.
Non esistevano i cellulari. Incredibile!
Ci procuravamo delle abrasioni, ci rompevamo le ossa o i denti... e non c'erano mai denunce, erano soltanto incidenti: nessuno ne aveva la colpa. Ti ricordi degli incidenti?
Avevamo delle liti, a volte dei lividi. E anche se ci facevano male e a volte piangevamo, passavano presto; la maggior parte delle volte senza che i nostri genitori lo sapessero mai.
Mangiavamo dei dolci, del pane con moltissimo burro e bevande piene di zucchero... ma nessuno di noi era obeso.
Ci dividevamo una Fanta con altri 4 amici, dalla stessa bottiglia, e nessuno mai morì a causa dei germi.
Non avevamo la Playstation, ne' Nintendo, ne' videogiochi.
Ne' la TV via cavo, ne' videocassette, ne' PC, ne' Internet; avevamo semplicemente degli amici. Uscivamo da casa e li trovavamo. Andavamo, in bici o a piedi, a casa loro, suonavamo al campanello o entravamo parlavamo con loro.
Figurati: senza chiedere il permesso! Da soli! Nel mondo freddo e crudele!
Senza controllo! Come siamo sopravvissuti?!
Ci inventavamo dei giochi con dei bastoni e dei sassi. Giocavamo con dei vermi e altri animaletti in mano o in tasca e, malgrado le avvertenze dei genitori, nessuno tolse un occhio ad un altro con un ramo e i nostri stomaci non si riempirono di vermi.
Alcuni studenti non erano intelligenti come gli altri e dovevano rifare la seconda elementare. Che orrore! Non si cambiavano i voti, per nessun motivo.
I peggiori problemi a scuola erano i ritardi o se qualcuno masticava una cicca in classe.
Le nostre iniziative erano nostre. E le conseguenze, pure. Nessuno si nascondeva dietro a un altro. L'idea che i nostri genitori ci avrebbero difeso se trasgredivamo ad una legge non ci sfiorava; loro erano sempre dalla parte della legge.
Se Ti comportavi male i tuoi genitori ti mettevano in castigo e nessuno li metteva in galera per questo.
Sapevamo che quando i genitori dicevano "NO", significava proprio NO.
I giocatoli nuovi li ricevevamo per il compleanno e a Natale, non ogni volta che si andava al supermercato. I nostri genitori ci facevano dei regali con amore, non per sensi di colpa.
E le nostre vite non sono state rovinate perché non ci diedero tutto ciò che volevamo.
Questa generazione ha prodotto molti inventori, amanti del rischio e ottimi risolutori di problemi.
Negli ultimi 50 anni c'è stata un'esplosione di innovazioni e nuove idee.
Avevamo libertà, insuccessi, successi e responsabilità, e abbiamo imparato a gestirli.
Tu sei uno di loro. Complimenti!

... e tuo figlio?

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giovedì, gennaio 20, 2011

2011 dei numeri primi


2011 è la somma di 11 numeri primi consecutivi:
 157 +
 163 +
 167 +
 173 +
 179 +
 181 +
 191 +
 193 +
 197 +
 199 +
 211 =
----
2011


Chissà che qualcuno riesca a leggerci qualche significato simbolico.

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sabato, gennaio 15, 2011

A cosa serve Wikileaks

«Avevo il peggior metodo di studio, i voti più bassi. 
Finché non mi sono accorto del mio errore: per i 
passaggi importanti usavo un evidenziatore nero».
(J. Altman)

Un mondo senza segreti fa paura. In fin dei conti sappiamo quanto ci darebbe fastidio se pubblicassero su Internet il video di quando seduti sul wc ci mettiamo le dita nel naso sicuri di non essere visti. O di quando immergiamo le nostre caduche e molli membra (parlo per me) nella vasca da bagno. Oppure mentre controlliamo se la lunghezza del fedele amico si è mantenuta nel tempo misera come ce la ricordavamo.
Ma potrebbe anche capitare che la collega carina che osserviamo con tanta attenzione ogni volta che si alza, sperando in un cedimento della sollatura, si invaghisca di noi ... e non vorremmo di certo che il nostro cedimento alle sue grazie diventi di dominio pubblico. Quantomeno, non tanto pubblico da arrivare alle orecchie della nostra compagna.
E la zia? Se quella cui abbiamo raccontato per anni una scusa sempre diversa per non andarla a trovare, scoprisse dove eravamo veramente durante le rare occasioni di raduno familiare?
E quella volta che ci siamo accordati con il meccanico per uno sconto in cambio della, opss, mancata emissione della fattura? Se lo sapesse lo Stato ... mamma mia!
Insomma, un mondo senza segreti non sembra affatto un mondo desiderabile.
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D'altronde, l'inizio della democrazia in Russia è coincisa con la glasnost, cioè con la trasparenza. I cittadini devono avere la possibilità di controllare l'amministrazione, e devono poterlo fare direttamente. Anche senza intermediari, se lo desiderano.
Non ha senso che in Italia molti atti siano pubblici per legge (dunque tutti li possono consultare) ma per consultarli sia necessario andare sul posto in cui sono conservati, ad orari ridicoli (tipo dalle 11 alle 12.30 il martedì ed il giovedì) e doverli consultare sul posto senza la possibilità di accesso ad una fotocopiatrice.
Internet è uno strumento grandioso e, a mio avviso, ogni documento governativo che dovrebbe essere secretato con scadenza ed, appena scaduto il tempo, reso disponibile su Internet.

La guerra in Iraq è finita? Bene, voglio sapere quanto sono costati i missili utilizzati, di che marca erano e quando è stato lanciato ciascuno di essi per quale obiettivo. Quanta benzina hanno consumato i mezzi militari e quando è morto ciascuno dei morti di cui si conosce la morte (di una o dell'altra parte). Forse i dati sono tali che non andrò mai a guardarli ... o forse passerò le notti a svangare dettagli ed a scriverne sul mio piccolo blog, potendo sempre citare la fonte con una semplice URL.
Semplice no?
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L'era del Principe inizià a finire quando Machiavelli ne raccontò i meccanismi di potere. Forse è ora che anche la democrazia delegata cominci la sua fine ... per far spazio a forme di governo meno delegate, in cui vi sia maggiore spazio al il controllo diretto delle azioni dei governi.

E dato che il potere di alcuni governi si estende ben oltre i confini in cui risiedono o loro elettori/deleganti, è necessario che si sviluppino forme di controllo (morale, se non altro) anche esterne al territorio stesso.

Qualcuno dice che non funziona così, che i i segreti sono necessari. Adesso non funziona? Funzionerà!
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Cos'è Wikileaks: è un sito che pubblica documenti ufficiali e originali "trafugati" da cittadini di ogni parte del mondo "che portino alla luce comportamenti non etici di governi e aziende" tenuti nascosti.
Gran parte dello staff del sito, come gli stessi fondatori del progetto, rimane anonima.

L'organizzazione dichiara di verificare l'autenticità del materiale prima di pubblicarlo e di preservare l'anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nella "fuga di notizie".

Traduzione da dizionario: 

leak   [li:k] [US]
    noun
        fessura
        apertura
        fuga
        fuoriuscita
        perdita
        falla
    verb
        fare acqua
        fuoriuscire
        trapelare
        far trapelare
        perdere
Espressioni correlate
    leak out
        trapelare
    security leak
        fuga di notizie
    leak detector
        cercafughe 
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Riporto qui la spiegazione la più chiara che mi è capitata di trovare della storia in base alla quale hanno arrestato Assange, il fondatore di Wikileaks:
«Intrigo a Stoccolma. Agosto 2010. Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, partecipa al seminario “Guerra e ruolo dei media”. La giornalista Anna Ardin lo invita a cena a casa sua. Dopo cena i due decidono di digerire insieme, ma il preservativo si rompe. Anna continua a digerire con Assange nei giorni successivi finché un’altra ragazza, Sofia Wilden, si invaghisce di lui vedendolo in tv e corre al seminario. Digeriscono due volte, la prima col preservativo, la seconda senza. Il giorno dopo Sofia si confida con Anna e decidono di denunciare l’amante per aver fatto sesso non protetto senza sottoporsi a controlli medici: un reato che in Svezia è estinguibile con 715 dollari di multa. Infatti la magistratura non sembra affannarsi troppo. Ma appena spuntano i files di Wikileaks, la pratica accelera e scatta l’ordine di cattura internazionale.
Al momento dell’arresto le cancellerie di tutto il mondo esultano. “Era ora!”, tuona Frattini. È la prima volta che l’arresto di un dongiovanni imprudente provoca reazioni di giubilo. Evidente che si tratta di una scusa. “Ma è democrazia questa?”, si chiede persino Putin. E Lula dal Brasile fa un’osservazione condivisibile: “Perché i bersagli dei dossier americani se la prendono con chi li ha diffusi, invece che con chi li ha scritti?”»
Massimo Gramellini a Che Tempo Che Fa dell'11 dicembre 2010
Seguendo il link è possibile trovare la lista dei mirror (cioè dei siti che riproducono gli stessi contenuti di Wikileaks garantendone la disponibilità anche quando il sito principale viene messo KO dai provider sotto le pressioni del governo americano).
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martedì, gennaio 11, 2011

Cibo in Italia come in Norvegia


20 anni fa, quando feci il mio secondo viaggio in inter-rail puntando ai paesi scandinavi, mi rimase impresso il costo della frutta: in stazione dei treni a Oslo le mele (piccole e verdi) costavano la bellezza di 1.000 lire -chi se le ricorda le lire ora?- cadauna, mentre in Italia -paese del sole, del buon cibo e del bel vivere- il fruttivendolo vicino alla stazione le vendeva a 700 lire al Kg.
Oggi in un ristorante self service nella galleria di un centro commerciale ho notato che hanno messo finalmente anche la frutta, a dire il vero poca e poco attraente ma, d'altronde, bisogna ricordare che siamo in inverno. Mi ha colpito il cartello che ne annunciava il costo: 
1,50€ al pezzo
Un euro e mezzo per una meletta, un arancio, un kiwi o due mandarini.

Senza altre parole.
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venerdì, gennaio 07, 2011

manager


Questa barzelletta è vecchia come il mondo. Mi fu raccontata la prima volta diversi anni fa, ma mantiene comunque una sua freschezza e realtà, probabilmente insita nel mestiere di manager in una grande azienda. A dire la verità, ci si riferisce ad una particolare figura che non è l'amministratore delegato o il direttore generale -questi sì pagati per decidere- ma al middlemanager, al capoufficio, al capo divisione o al direttore di negozio o di magazzino, che si trovano nell'ambigua situazione di dover dimostrare un qualche potere ma di essere spesso solo controllori dell'esecuzione di ordini che arrivano dall'alto. E probabilmente è giusto così, dato che altrimenti strutture molto grandi e ramificate diventerebbero velocemente ingovernabili.

Il Manager

Un ingegnere, manager della FIAT, decide di andare in pensione.
Ma dopo un po', annoiato, cerca di fare qualcosa per riempire il tempo e, visto che abita vicino alla campagna, va da un contadino e si dice disposto ad aiutarlo (gratis).
Il contadino, guardandolo con aria dubbiosa gli fa: "Lei che mestiere faceva? Mi faccia un po' vedere le mani". Poi constatato con chi ha a che fare cerca di dissuaderlo.
Ma il manager insiste, pieno di buona volontà; così il contadino gli dice di tornare l'indomani all'alba.
All'alba infatti l'ingegnere si presenta puntuale e il contadino gli mostra due ettari di terreno da concimare con il badile e una montagna di letame dietro l'angolo della cascina.
Sul far del mezzogiorno decide di andare a controllare dicendo fra sè "Forse ho esagerato, poveraccio, tre giorni di un lavoraccio gli ho dato, a lui che era un dirigente di azienda...!!!"
Ma, appena girato l'angolo della cascina...MERAVIGLIA! L'ingegenere sta li, fregandosi le mani ed il mucchio di letame è volatilizzato: tutto concimato in 6 ore!
"Caspita manager, niente male. Niente male! Torni pure domani se vuole".
L'indomani, all'alba, l'ingegneresi presenta puntuale e il contadino lo porta in un magazzino dove c'è una montagna di patate e diversi sacchi di juta.
"Vede ingegnere qui ci sono patate di tutte le taglie, bisogna mettere le grosse tutte insieme nei sacchi, così le piccole assieme fra loro e le mezzane anche".
A mezzogiorno torna a controllare speranzoso, perchè pensa fra sè "Uno di quel livello chissà cosa ha fatto oggi, va bene che è un lavoro di due giorni, ma uno come lui...".
Entra nel magazzino e con stupore constata che le patate sono ancora tutte nel mucchio e i sacchi di juta vuoti, mentre l'ingegnere è li pensieroso palleggiandosi fra le mani una patata piccola ed una grossa.
"Eh, mah ...manager come mai! Ieri quel risultato e oggi nemmeno un sacco"
"Beh, sa, noialtri manager finché c'è da spalare merda siamo imbattibili ma se c'è da prendere una decisione..."
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sabato, gennaio 01, 2011

Auguri

Questo Natale sono fioccati gli auguri elettronici

Questo è quello che mi ha colpito di più: la storia della natività rivista in chiave di vita digitale.



Ne approfitto per augurarvi un formidabile 2011.

P.S. Nel gioco dell'identificazione delle parole che condizioneranno o descriveranno il 2011, io inserirei "formidabile" perché voglio credere che il 2011 sia l'anno del riscatto per l'economia, il lavoro, la politica e dunque i progetti che molti hanno tenuto nel cassetto in attesa di tempi adatti.
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Mi sento fortunato