sabato, maggio 30, 2009

Aumentano i consumatori di cibi biologici


Ho trovato molto interessante questo articoletto trovato nell'inserto Affari e Finanza de La Repubblica del 25/05/2009. Per una volta una buona notizia.

CONSUMI

In periodi di crisi dei consumi come l' attuale i segnali in controtendenza vanno considerati con particolare attenzione. Perché sono questi i veri portatori di futuro. Soprattutto quando non sono supportati dalla leva del prezzo. Siamo in grado di anticipare un dato dell'Osservatorio sulla salute che verrà presentato a Bologna Fiere in occasione di Sana il prossimo settembre: gli italiani che dichiarano di consumare regolarmente cibi biologici passano dal 22% rilevato nel 2008 al 26% di quest'anno. Un aumento che assume un particolare significato anche alla luce del fatto che, per la prima volta, nell'ultimo anno si è fortemente risparmiato, riducendo gli acquisti, anche nell'alimentare. I prodotti biologici non sono solo in controtendenza in termini di vendite ma costano mediamente circa un quinto in più ed il consumatore di biologico non è particolarmente abbiente. Una ulteriore conferma del trend verso acquisti più consapevoli ed attenti ai temi della salute, dell'ambiente e della sostenibilità. E' da accogliere con soddisfazione quindi l' accordo firmato proprio in questi giorni dal ministro Scaiola con Federbio - la federazione dell'agricoltura biologica e biodinamica - per il sostegno all'internalizzazione delle produzioni biologiche italiane. L' Italia con circa 50 mila produttori - produttori sui generis con un' età decisamente bassa comparata al settore agricolo tradizionale, un elevato livello culturale e una forte utilizzazione delle nuove tecnologie e oltre un milione di ettari dedicati, è il primo produttore al mondo nell'agroalimentare biologico. Inizialmente l' accordo riguarda il potenziamento delle strutture commerciali nel Nord (negli Usa il mercato del biologico con i suoi 36 miliardi di euro assorbe poco meno della metà dell'intero valore del mercato mondiale) e del Sud America. Dovrà svilupparsi e coinvolgere poi l' intero bacino Mediterraneo. Ma quali sono i fattori di successo del biologico? La consapevolezza crescente dell'importanza del cibo per la salute. Il prodotto biologico rappresenta l'idealtipo del prodotto salubre, con esclusione di prodotti chimici di sintesi, l' uso esclusivo di fertilizzanti naturali, il bando degli Ogm. Intercetta inoltre una crescente sensibilità alle problematiche ambientali: è espressione di una agricoltura che non ha un rapporto predatorio con la terra, non la avvelena, si fonda su una rotazione delle culture, garantisce la biodiversità e usa tecniche agronomiche idonee. Ma anche, è una motivazione non da poco, gli alimenti biologici stanno delegittimando l' equivalenza tra il bello e il buono - una equivalenza che ha sinora oscurato la insipidità di fondo - frutto dell'omologazione dell'agricoltura industriale. Gli alimenti biologici freschi avranno forse meno appeal visivo ma sono percepiti come molto più buoni. Sarebbe opportuno adesso che il biologico iniziasse a sviluppare una comunicazione adeguata per intercettare e consolidare il vento che soffia nella sua direzione. Infine una domanda (im)pertinente: perché la grande industria alimentare italiana, che pure ha produzioni di qualità, non opera una decisa opzione per il biologico?

di GIAMPAOLO FABRIS
Riduzione dei consumi e contemporaneamente aumento della qualità. Rivitalizzazione di un'agricoltura ormai dominata da anziani. Aumento dell'esportazione e valorizzazione del territorio. Uno sguardo su un futuro migliore. Sempre che ci resti ancora dello spazio su cui coltivare, dato che l'urbanizzazione in Italia si mangia la superficie di una provincia ogni 3 anni.
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lunedì, maggio 25, 2009

Il nuovo giocattolo di papà

Appena in tempo per l'estate è arrivato il nuovo giocattolo della famiglia dei girasoli. OK, va bene, non è un oggetto indispensabile e, per la verità non è neanche molto economico, ma la soddisfazione di aver acquistato un prodotto addirittura più bello di quello che ci aspettavamo è grande.



Qualche anno fa abbiamo comprato usato un carrellino da bicicletta per portarci i bambini. Ai tempi sembrava un UFO e, sopratutto in Lombardia, tutti si fermavano a chiedere dove avessimo trovato quella strana roulotte per bambini. Si trattava di un risciò (sembra che i carrellini da bicicletta per il trasporto dei bambini si chiamino così) a due posti, costruito in alluminio ed in grado di essere completamente smontato e impacchettato in maniera da starci in macchina.
In realtà era abbastanza scomodo per i bambini, che si sbattacchiavano ad ogni buca e terrificante da montare e smontare.
Usato e riusato, quando la Principessa non ne ebbe più bisogno lo regalammo ad un'altra famiglia, pensando di aver concluso una storia.
Poi nacque l'ultima arrivata ed eccoci di nuovo in caccia, serviva qualcosa per permetterci di riprendere le nostre gitarelle all'esplorazione dei dintorni.
Abbiamo setacciato Internet per giorni, alla ricerca del prodotto giusto. E ci siamo fatti l'idea che dovesse avere le seguenti caratteristiche:

  1. Più piccolo possibile. A che ci serve un risciò da due posti quando abbiamo un solo bambino da metterci? Dovevamo trovare una marca che avesse anche il modello monoposto (abbastanza raro, nonostante la bassa natalità europea)
  2. Facile da attaccare e staccare dalle biciclette, rapido da montare e da re-impacchettare per appenderlo in cantina.
  3. Dotato di ruotino supplementare in modo da poterlo utilizzare anche come passeggino.
  4. Dotato, se possibile, di un distributore italiano in modo da poter protestare se il prodotto ci arriva non conforme o acquistare altri accessori se ne vediamo la necessità.
  5. Deve essere abbastanza economico da non risultare uno spreco di denaro, visto che comunque non ne faremo un utilizzo quotidiano (anche per mancanza di piste ciclabili, sigh).
Abbiamo valutato diverse marche ed abbiamo trovato che l'unico prodotto che soddisfa completamente le prime 4 richieste: i canadesi Chariot Carries sono, sembrerebbe, il miglior prodotto in commercio.
In realtà il Chariot è straordinario perché primeggia come passeggino per corridori (Jogging Strollers, incredibile no?) ed è dotato di ogni accessorio possibile e del massimo comfort per il bambino.
In pratica:
  1. si smonta in pochi secondi grazie allo speciale attacco universale che regge gli accessori
  2. è dotato, a richiesta, di freni a disco, per i pattinatori
  3. l'abitacolo è isolato dagli scossoni da efficaci sospensioni
  4. è possibile avere il braccio per collegarlo alla bicicletta, due ruotine piroettanti e il ruotone anteriore da Jogging
  5. tutto il montaggio avviene tlick-tlack, senza perni, fermi, viti, bulloni o altre comodità
Il problema è che -in una buona configurazione, dato che tutti gli accessori si pagano a parte- costa quasi 1.000€. Cioè decisamente troppo per un uso occasionale.
Alla fine, sleggiucchiando sui vari siti siamo incappati nella joint-venture che Chariot ha realizzato con una azienda tedesca per produrre un prodotto di qualità medio-alta ma più adatto al mercato europeo (cioè, più economico): il Croozer.
Noi abbiamo scelto in Croozer Kid 1 bike trailer, ci è costato circa 370€ ed è completo sia del braccio per la bicicletta che di ruotino e ruota da Jogging (che credo non utilizzeremo mai).
L'unica cosa che abbiamo comprato in più è la sdraietta per bimbi al di sotto di un anno.
Non è ammortizzato ma, da quanto abbiamo potuto constatare fino ad ora, è molto confortevole per il bambino (evidentemente la struttura di tela sospesa è in grado di ammortizzare a sufficienza le normali asperità del terreno e, con un po' di prudenza, anche gli scalini per salire e scendere dai marciapiedi in cui spesso le piste ciclabili finiscono).
E' realmente molto leggero e apporta pochissimo attrito al procedere della bicicletta. Si monta e si smonta in 30 secondi (veri, cronometrati). E' più grande di un passeggino (quasi il doppio) ma è più piccolo di un risciò per due bambini (detti twinny). Funziona bene anche come passeggino e la manovra -non facilissima, in realtà- per staccare la bicicletta e montare il ruotino anteriore non necessità di più di 15 secondi. E' in grado di ospitare bambini da pochi mesi (con il riduttore) fino a 25 Kg (circa 5 anni). Viene fornito con due blocchetti di fissaggio alla bicicletta (che vanno montati solidali al mozzo della ruota posteriore) in modo da poter essere utilizzato senza complicazioni con due biciclette.
Non è dotato di freni (a parte il blocco ruote, come i passeggini) ma, questi non servono soltanto ai pattinatori o ai runner più incalliti.

Insomma, mi ricorda un po' la storia della somiglianza tra trenini e seno materno che, inventati per i bambini, servono a far giocare i papà.

P.S. Se non trovate un ciclista che lo rivende vicino a casa, il distributore italiano è Ride & Bike di Merano, che -anche se manca di un vero e proprio eCommerce- lo vende anche ai privati con cortesia ed efficienza. Per contattarli è sufficiente scrivere una mail all'indirizzo che si trova sul sito o telefonare.
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mercoledì, maggio 20, 2009

Dieta: capitolo 2, ci vuole tempo

Dopo avervi raccontato, nei miei precedenti post come ho fatto ad ingrassare (in "Sovrappeso, un po' grasso") e poi cominciare a dimagrire (in "Dieta: capitolo 1, i primi tre giorni"), ora vi racconto come -dopo la grande fame- ho cercato di trovare una ricetta che fosse sostenibile per i lunghi periodi che sono necessari per dimagrire veramente.

Allora, sono partito da 90Kg, nei primi 3 giorni ne ho persi 2 scendendo a 88Kg. Dato che un obbiettivo ragionevole è perdere 1hg al giorno, ci vorranno circa 30gg per perdere i prossimi 3Kg e atterrare sugli 85Kg.

Ogni pasto è un'avventura in cui bisogna stabilire delle regole e sfidarsi a rispettarle. Ecopuffo mi ricorda che carne e latticini sono il modo meno efficiente per cibarsi, dato che per produrre 1Kg di carne sono necessari molti chilogrammi di cereali, centinaia di litri d'acqua e diversi mq di superficie. Insomma, molte più risorse rispetto alla quantità equivalente di calorie in vegetali.

Per chi non lo sapesse, una kilo-caloria (kcal) è la quantità di energia necessaria a scaldare un litro d'acqua di un grado (approfondimenti, come al solito, sono disponibili su Wikipedia).

Inoltre, carne e latticini sono troppo nutrienti e, a parità di volume, i vegetali consentono un maggior riempimento dello stomaco per ottenere la stessa quantità calorica.
Non poteva mancare Puffoforzuto che si mette in mezzo con la storia delle proteine facilmente assimilabili. Ok, non esageriamo, latte e moderate quantità di formaggi e uova possono rimanere, sottolineando il moderate.

Dunque diventiamo quasi vegetariani, con grande scorno della moglie.

Urpuffo (il puffo stoico), in cambio della moderata reintroduzione di uova e formaggi riesce ad ottenere la guerra totale agli zuccheri.

Lo zucchero puro, bianco o di canna, ed i prodotti derivati vanno banditi senza se e senza ma (con l'unica eccezione del caffè alle macchinette, dove si può ridurre ma non sostituire con qualche genere di dolcificante).
La dura scoperta è che, sparendo lo zucchero, rischiano l'estinzione le marmellate e vengono portati a giudizio tutti i prodotti dolciari confezionati (per capirci, la maggior parte dei prodotti confezionati per prima colazione -dal cruesli ai biscotti passando per le tortine- è composto da almeno un 30% di zucchero).

La guerra agli zuccheri, presa alla lettera, va in qualche modo estesa anche ai carboidrati (ad es. pane, pasta, riso e patate) che ne sono una variante.

Dovendo fare delle scelte, dato che il cibo triste porta alla lunga alla perdita della determinazione,
ho mantenuto l'olio extravergine di oliva a quantità a piacere e mi sono praticamente proibito il burro.

Dunque, verdure ed olio di oliva in abbondanza ed, in ogni pasto, poco pane oppure poca pasta oppure poco riso (un po' di più, soprattuto se integrale) o poche patate. Mai, nello stesso pasto, due carboidrati assieme. E non ci neghiamo neppure una abbondante cucchiaiata di formaggio grana, che contribuisce così bene al sapore ed alla piacevolezza del pasto.

Dopo 12gg dalla partenza arrivo 87Kg. Quasi quasi festeggio con una fetta di torta. :-)

Nel frattempo ho scoperto le carotine già sbucciate, lavate e confezionate in atmosfera modificata. Costano poco, sono buone e fantastiche per lo spuntino, a qualsiasi ora del giorno.
L'idea di conservare i prodotti in atmosfera modificata è geniale, dato che i batteri che consumano la frutta e la verdura hanno bisogno di ossigeno, è sufficiente imbustare il prodotto in una atmosfera da cui è stato rimosso l'ossigeno per ottenere un'ottima conservazione senza conservanti. In atmosfera modificata, si può trovare anche la frutta già lavata e tagliata -a piuttosto costosa-, che dura una settimana ed è pronta al consumo (si può pensare di tenerne una piccola scorta nel cassetto dell'ufficio).

Epipiffo a volte salta «che schifo, non voglio le carotine. Voglio birra e taralli piccanti come aperitivo ad un bel piatto di pasta con il ragù», ma Bimbopuffo reagisce con la solita innocenza «hey, a me sgranocchiare carotine come Bugs Bunny piace un sacco e mi fa sentire bambino, come quando le rubavo dall'orto di papà ... ed il papà dava la caccia alle povere talpe»

La sera mi tocca anche essere redarguito da Grandepuffo mi ricorda: «Il vino e la birra, anche in piccole quantità, fanno crollare i freni inibitori e anestetizzano il senso di sazietà. Se anche fossero a calorie zero -e non lo sono- distruggerebbero la dieta in poco tempo. Soprattuto, per ovvi motivi temporali, gli aperitivi.». Ma non mi aiuta a rispondere alla domanda «chi le lo fa fare ...». Sigh.

Sssssht, i pantaloni non tirano quasi più. Le tasche hanno smesso di aprirsi, anche se la panza sembra ancora tutta lì.
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sabato, maggio 16, 2009

Navigare

Ieri sono rimasto colpito dal quadro del giorno che mi è offerto da una portlet che ho nella mia home page Google.

Tempesta sul mare di Galilea di Rembrandt

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lunedì, maggio 04, 2009

Dieta: capitolo 1, i primi tre giorni

Dopo avervi raccontato, nel mio precedente post "Sovrappeso, un po' grasso", come ho fatto ad ingrassare, ora vi racconto come -dopo essermi reso conto di aver esagerato- comincio a dimagrire.
Non sono medico né voglio vendervi alcunché, ma racconterò quali pensieri e quali considerazioni mi abbiano spinto a certe scelte piuttosto che altre.
La dietetica è una scienza bellissima, piena di tabelle, di misure e sagge prese di posizione, ma è -nella sua versione scientifica- poco pratica da maneggiare tutti i giorni a causa proprio di calcoli e pesi, di considerazioni statistiche e analisi del sangue. Per cui vi racconterò, senza portare prove, solo di alcune conclusioni che ho tratto da alcune letture e chiacchiere fatte con dietologi e allenatori.

Il primo giorno.
Non c'è niente da fare, i primissimi giorni sono quelli della fame. Lo stomaco è dilatato, le abitudini sbagliate ed il metabolismo pretenzioso. La fame è boia e maledetta.
C' bisogno di dimostrare a se stessi che ce la si può fare. Ce la si può fare a dare allo stomaco un chiaro segno che è ora di stringersi un po'.
Insomma è tutta questione di forza di volontà, e siccome la forza di volontà è una categoria dello spirito poco utile a spiegare cosa accade nella nostra testa, gli scienziati che si occupano di cervello hanno postulato l'ipotesi che descrivere ciascuno di noi come una moltitudine di spiritelli -che discutono e dibattono, che si alleano o si dichiarano guerra- sia una rappresentazione più onesta.
Da cui eccomi al primo giorno di dieta con un nutrito gruppo di puffi sulle spalle.

A colazione vince subito Grande Puffo che spiega a tutti che la colazione è utile ed indispensabile e siccome la faccio già bene -latte caffè e muesli- è disposto a soprassedere sulle due pastiglie di dolcificante che sarebbero da evitare ma sono meno peggio di due cucchiaini di zucchero.
Il fatto è che una recente ricerca scientifica ha evidenziato come, sui grandi numeri, la diffusione dei dolcificanti vada di pari passo con l'obesità. La ragione non è chiara ma potrebbe essere legata alla maggiore produzione di insulina che si verifica quando gustiamo qualcosa di dolce, anche se il gusto di dolce è provocato dai dolcificanti. Il maggior livello di insulina ci spinge a consumare zuccheri.
In ogni caso è importante stare lontani dai prodotti da colazione confezionati (biscotti o simili) in cui gli zuccheri sono quasi sempre più del 30% (come documentato diverse volte da Altroconsumo).
Il puffo medico interviene subito sul numero dei pasti: devono essere 5, piccoli ma regolari e non bisogna sgarrare sennò scende il metabolismo ed allora, oltre a toglierci il piacere di mangiare ci toglieremmo anche la speranza di pesare un po' meno. Puffo tonto, che ha sempre bisogno di ripassare due volte di elenca:

  1. colazione
  2. merenda a metà mattina
  3. pranzo
  4. merenda di metà pomeriggio
  5. cena
Supero la prima merenda con una mela ed arrivo subito al pranzo, dove mangio quello che c'è, aggiungendo le seguenti regole:
  1. un solo carboidrato (pasta, pane, patate o riso) e, perdipiù, in quantità ridotta (1/4 di panino, 1/4 di un piatto di pasta, etc ...)
  2. Acqua fresca di rubinetto (almeno 3 bicchieri colmi, uno prima del pasto)
  3. Verdure cotte o crude in porzioni abbondanti (senza burro accidenti, siamo a dieta)
  4. Frutta illimitata
  5. No carne e no formaggi, che sono cibi troppo nutrienti
  6. Mangiare solo quello che c'è nel piatto, non concedersi bis e non piluccare da insalatiere o pentole ed, ancor meno, finire i piatti dei bambini
Alla seconda merenda stabiliamo una buona abitudine: deve essere di frutta (oppure uno yogurt ma di quelli normali, senza aggiunta di panna e poco dolce).

La sera, dopo cena vago per la cucina come un lupo assassino e medipuffo mi ricorda che bisogna porre attenzione a non confondere sete e fame: prima di decidere che hai fame bevi un bicchiere colmo d'acqua ed aspetta qualche minuto. Ok, guado un po' di tv, risistemo un articolo sul blog e, dopo essermi scolato una brocca d'acqua a temperatura di rubinetto -non deve essere troppo fresca per non interrompere la digestione- vado a letto. Affamato.

Prova bilancia

Bene, dopo tre giorni ho perso i primi due Kg. Va bene, sembrano tanti ma è solo l'illusione dell'inizio. Ora bisogna evitare di sgarrare ma passare ad una nuova forma di alimentazione, più sostenibile.

Bisogna considerare che il ritmo giusto per dimagrire è tra 1 e 2 etti al giorno in media. Dunque, ci vorranno poco meno di 30 giorni per perdere i prossimi 3kG.
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domenica, maggio 03, 2009

Salva il mondo: Metti all'asta tempo, invece che cianfrusaglie


In famiglia, quando si deve uscire, succede che bisogna cominciare a prepararsi 20 minuti prima per uscire di casa 20 minuti dopo il tempo limite. Come da tradizione, mi capita di essere pronto per primo e trovarmi a ciondolare inutilmente tra sala e cucina. Con l'unica interruzione di qualche strillo al figliolo che salta per il corridoio ancora in mutande o per richiamare una figliola che cerca di strozzare l'altra. Insomma, un tempo troppo breve ed interrotto per leggere un articolo di giornale e troppo lungo per passarlo tutto a vagare nel nulla. Così, capita che pesco il libretto "1001 modi per salvare il pianeta" e leggo qualcuno dei brevi consigli.

Il consiglio 502 recita:

«E uno, e due, e tre. Se hai bisogno di soldi per una buona causa perché non metti all'asta le capacità di qulcuno dei tuoi conoscenti piuttosto che cercare di vendere oggetti che rischiano di diventare immondizia? Per esempio: una serenata romantica, una settimana nel coottage di qualcuno, un té con un personaggio famoso (sempre che tu ne abbia), lezioni d'arpa, una visita agli studi di una TV locale, un lussuoso pranzo biologico consegnato casa. Usa l'immaginazione e vedrai le offerte salire alle stelle.»
Ed, in effetti, ogni volta che partecipo ad una festa di oratorio o centro sportivo o altre associazioni benefiche, mi trovo a comprare i biglietti di una pesca di beneficenza in cui, nel 99% dei casi "vinco" oggetti totalmente inutili che restano in casa per qualche anno e vengono tolti dal cellophane solo prima di gettarli in pattumiera.
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venerdì, maggio 01, 2009

Filastrocca: Batti batti le manine


Da un paio di settimane la Tamagotchi di 7 mesi ha imparato a battere le mani. Le piace molto farlo quando sente la filastrocca:

Batti, batti le manine,
che arriverà papà,
ti porterà i biscotti
che Aurora mangerà.
Breve e semplice, è una marcetta durante la quale battere mani e piedi.
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Mi sento fortunato