sabato, maggio 31, 2008

Fantini e cavalli

Il solito Arkady ci regala il seguente gioco.

Cinque fantini decidono di fare una gara a chi arriva ultimo; di premiare, cioè, che arriva ultimo all'arrivo.
Al primo giro vanno piano, al secondo pianissimo ed all'inizio del terzo si fermano.
Dopo qualche minuto di terribile attesa che accada qualcosa, scendono da cavallo e confabulano vivacemente per alcuni minuti.
Improvvisamente si congratulano tra loro, salgono in sella e partono a spron battuto.

Perché, visto che non hanno cambiato né l'obbiettivo, né la posta e né le regole della gara?

La soluzione è nascosta qui sotto, in bianco su bianco, ed è leggibile selezionando il testo.
E' necessario sapere che nelle gare ippiche vince il cavallo, non il fantino. Ovvero, se il fantino, per esempio cade da cavallo, ma il cavallo raggiunge egualmente il traguardo, il piazzamento è valido (per entrambi). Dunque, accortisi che erano in un vicolo cieco, i fantini si sono scambiati i cavalli. A questo punto ciascuno aveva interesse a far correre il cavallo dell'avversario più veloce possibile.
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venerdì, maggio 30, 2008

Bicicletta e felicità

Sono all'ospedale San Raffaele, ho passato mezz'ora tra ritirare i referti della risonanza magnetica al ginocchio e a fare le pratiche di accettazione per la visita specialistica.

L'ospedale è una immensa ed efficiente struttura privata che tanto per la risonanza quanto per la visita ortopedica mi ha proposto gli stessi tempi di attesa (una ventina di giorni in tutto) sia con la mutua che privatamente. Eccezionale.

Aspetto che l'infermiera mi chiami per la prima visita. Siamo veramente tanti.
Le infermiere corrono sbattendo i tacchi sul linoleum.
Attorno a me una umanità sofferente; chi si tiene un braccio, chi muove a fatica una gamba ingessata, chi si gratta la pelle sotto le fasciature.
C'è un clima di attesa al limite dell'impazienza, fragilmente soffocata dalla predominante fiducia.

Un signore anziano, molto anziano, esce dall'ambulatorio. Rivolgendosi alla figlia che l'aspettava, esclama quasi trionfante «posso ancora andare in bicicletta» si sofferma un secondo e aggiunge «ma piano». La figlia, di mezz'età, lancia all'infermiera uno sguardo deciso. L'infermiera scuote la testa in segno di doloroso diniego. La figlia traduce al padre «no. non puoi andare in bicicletta».
Che tristezza negli occhi dell'anziano. Cerca di nascondere i lucciconi con un sorriso, quasi volesse dire «dovevo provarci».
La ragazza seduta accanto a me, 25 anni o poco più ha bellissimi occhi verdi contornati da capelli corvini corti e lentiggini scure sugli zigomi «sembra un bambino» mi dice.
La guardo una seconda volta, gli occhi sono lucidi come, forse, i miei; sembra proprio un bambino.
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Miti giovanili


Oggi mi è capitato di sentire, in radio, una classifica dei dischi più venduti.
Non conoscevo i dischi ma mi hanno stupito i musicisti, mi sono domandato se si trattasse di vintage.
In ufficio una collega di trent'anni dichiara il suo amore per Vasco, mi domando se mi prende i giro.
A casa , dopo cena, in televisione ci soffermiamo su un documentario sulla carriera di Vasco, mio Gabriele (10 anni) ci tiene a vederlo, con entusiasmo, fino alla fine.

Questa sera, infedele fino in fondo, ho cercato su Internet le classifiche dei dischi più venduti ed ho scoperto che, nonostante che le classifiche di vendita dei dischi realizzate da diverse radio o istituti di ricerca riportino fra di loro sempre qualche differenza, tutte le classifiche si assomigliano. Qui di seguito ve ne porto qualche stralcio.

La classifica di Radio Italia dal 25 Maggio al 01 Giugno 2008

  1. Safari - Jovanotti
  2. Il mondo che vorrei - Vasco Rossi
  3. GiannaBest - Gianna Nannini
  4. Monetine - Daniele Silvestri
  5. e2 - Eros Ramazzotti
  6. Cantautore piccolino - Sergio Cammariere
  7. La finestra - Negramaro
  8. Fenomeni - Piero Pelù
  9. Liberi da sempre - Sonohra
  10. Rock Show - Enrico Ruggeri
  11. Beat Regeneration - Pooh
  12. En Vivole - Vibrazioni
  13. Ligabue - Primo tempo - Ligabue
  14. All the best - Zucchero
  15. Quando sarò capace d'amare - Ron
AC Nielsen: Classifica settimanale
dal 16/05/2008 al 22/05/2008 (Negozi specializzati)
dal 12/05/2008 al 18/05/2008 (Grande distribuzione)
  1. Safari - JOVANOTTI
  2. Ricomincio da 30 - DANIELE PINO
  3. Hard candy - MADONNA
  4. Il mondo che vorrei - ROSSI VASCO
  5. Back to black - WINEHOUSE A.
  6. Monetine - SILVESTRI DANIELE
  7. I milanesi ammazzano il sabato - AFTERHOURS
  8. Gianna best - NANNINI G. universal music
  9. Bugiardo - FABRI FIBRA
  10. Spirit - LEWIS LEONA
  11. Accelerate R.E.M.
  12. E2 - RAMAZZOTTI EROS
  13. Joy - ALLEVI GIOVANNI
  14. Tribute to bobby - HUCKNALL
  15. Le dimensioni del mio caos - CAPAREZZA
La ripasso, la riguardo, la studio, è proprio un tuffo nel passato:
Sembra di essere rimasti a vent'anni fa, possibile?

Provo a dare una spiegazione: i numeri sono sempre dalla parte della generazione del baby boom, composta dagli attuali quaranta-cinquantenni. Non è che non vi siano i giovani, è che sono numericamente irrilevanti.
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lunedì, maggio 26, 2008

Scrivania

Avete sempre, come me, la scrivania in disordine?
Questo vi può essere d'aiuto.

«Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata,
di cosa è segno una scrivania vuota?”. »
(Albert Einstein)

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venerdì, maggio 23, 2008

Inno d'Italia

Immagino che a tutti sia capitato di ascoltare l'inno di Mameli e domandarsi cosa volesse dire, quale recondito significato si nascondesse dietro quella curiosa accozzaglia di parole.

Gaia è una bambina assai intonata e le piace canticchiare ogni cosa.
Con l'innocenza che solo i suoi quattro anni possono regalare, sostituisce le parole che non capisce con qualsiasi cosa che abbia una, anche lontana, assonanza.
Le sue interpretazioni delle canzoni in inglese o, semplicemente delle canzoni di cui non ricorda il testo, sono bellissime e ossessive ripetizioni di parole senza legame alcuno che suonano perfettamente nel contesto musicale.
Qualche giorno fa, canticchiando dietro alla mamma ci ha regalato questa splendida:

Fratelli d'Italia
L'Italia tedesca
la la la
la la la la
...

Non male, per celebrare l'italica indipendenza.

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martedì, maggio 20, 2008

Noi siamo i nostri sogni

Mi piace Michele per come pensa, lo trovo sfidante, perchè parte da principi lontani dai miei. I suoi post irritano la superfice dei miei pensieri e mi costringono cercare nuove vie.


... come quando Emil Cioran legge Joseph de De Maistre negli esercizi di ammirazione.
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La fonte dei Manig

Quando ero piccolo c'era una fonte che zampillava sempre.

Ci si poteva bere, rinfrescare il viso, giocare con le barchette di carta, pescare l'acqua con un secchio per lavare il piazzale ed, ogni tanto, ci bevevano gli animali.

la fonte dei Manig

L'estate, sulla superfice ci camminavano leggeri dei ragni d'acqua ed anche qualche zanzara.

Il cane, che forse si chiamava Nanà come quello di ora, beveva dallo scolo dietro alla vasca che spariva in un pozzetto e poi chissà dove, per finire nel Natisone.

Adesso è una anziana fioriera.
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sabato, maggio 17, 2008

disprassia ed amicizia

Qualche tempo fa ho scritto “ebbene si, sono disprassico”, queste considerazioni continuano la serie.

La cosa più fastidiosa della disprassia è che gli tutti gli altri, semplicemente, non capiscono. Il 6% della popolazione (cioè poco più di uno su 20) è afflitto da una qualche forma di disprassia dell'età evolutiva. Eppure i restanti 19, siano essi compagni, insegnanti, allenatori, dottori e persino mamme e fratelli, ti trattano come uno che non ascolta e, nel migliore dei casi, non si impegna.

Pensate all'amicizia, che nasce dal fare insieme, dal giocare; e sappiamo tutti che non esiste gioco che non si nutra di un minimo di competitività.

Un bambino disprassico, in genere, troverà enormi difficoltà:

  • Nell'andare con i pattini a rotelle o con lo skatebord
  • Nel giocare a calcio, a pallacanestro, a pallavolo, a tennis
  • Cantare e suonare (come si può pretendere che una persona con la parte del cervello deputata al controllo motorio poco sviluppata sia intonato o rispetti il ritmo?)Nel nuoto
  • Nel tirare le freccette (non solo a far centro, anche nel prendere semplicemente il bersaglio)
  • Nei piccoli giochi d'abilità di cui i bambini si vantano da sempre:
    • schioccare le dita,
    • battere la stecca,
    • fare i nodi (dal fiocco ai nodi marinai che si utilizzano in barca o a scout)
Ora, per quanto abbia un buon carattere, positivo e tollerante, come più fare un bambino a conquistare l'ammirazione, o almeno la stima, dei coetanei? E, senza stima, come può coltivare l'amicizia?

Alla scuola materna, quando mio figlio aveva 5 anni, avevano realizzato un diagramma relazionale. Si tratta di un cerchio in cui i bambini sono rappresentati come punti sulla circonferenza. Ad ogni bambino viene chiesto di tirare alcune freccie da se stesso verso i migliori amici.
Gabriele era l'unico a non essere puntato da nessuno.
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Aprile

È un episodio che mi ero annotato più di un mese fa. Lo riporto perché sarebbe un peccato perderlo.

Gaia ha 4 anni e mezzo, ed è da qualche giorno che si sforza di leggere, lettera a lettera, tutto ciò che incontra e, chissà perché, soprattutto le etichette dei vestiti.
Il 3 aprile, alle 7 e mezza è seduta a tavola per colazione. Si gira verso il calendario e lo fissa. Sembra scomoda in quella posizione, tutta torta.
Dopo qualche secondo si volta verso di noi e, con sguardo trionfante enuncia: Aprile.
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Come ho risolto la dermatite seborroica

La dermatite seborroica è una malattia in via di rapida diffusione tra le molte persone che subiscono molto stress, vivono in ambienti mediamente inquinati e prestano meno attenzione di altri all'alimentazione ed al movimento fisico.
Spero di fare cosa utile per qualcuno raccontando come sono riuscito ad affrontarla e contenerla, se non proprio a sconfiggerla.

Vediamone una definizione di questa patologia della pelle:

La dermatite seborroica è una dermatite che affligge il cuoio capelluto, la faccia, il torace e il condotto uditivo. In particolare colpisce le zone ricche di ghiandole sebacee della pelle.
E' caratterizzata da squame giallastre e untuose, associate a eritema del cuoio capelluto, piccole croste e, normalmente, un ridotto prurito
.

La causa non è chiara, si sa che:
  1. il microrganismo Pityrosporum ovale (un lievito che è normalmente presente tra i moltissimi microorganismi residenti sulla pelle, conosciuto anche come malassezia) è in notevole quantità,
  2. vi è un incremento della moltiplicazione cellulare,
  3. il sebo non aumenta ma cambia la composizione, così da irritare il cuoio capelluto.
Il trattamento raccomandato dai dermatologi è a base di creme e/o shampoo al ketoconazolo.
Lo zinco piritione, il solfuro di selenio e l'octopirox sono alla base di altri shampoo che possono dare un aiuto nel trattamento di questa patologia.
Ho sempre avuto la dermatite sul cuoio capelluto. Ho provato gli shampoo a base di ketokenazolo ma senza particolare successo. Di fatto, non me ne sono mai preoccupato più di tanto finché, pochi anni fa, è passata al viso.

Il fatto è che le macchie rosse e squamose sul viso sono veramente brutte da vedere e mettono provocano imbarazzo.

Dopo 6 mesi di inutili supplizi assistiti da cremine e lozioni varie, ho preso appuntamento con un esimo dermatologo. La diagnosi era chiara ma la cura non lo era affatto.
Il dermatologo ha dichiarato di soffrirne egli stesso e di non avere consigli risolutivi, salvo alcune considerazioni:
  1. mi ha spiegato che non è conosciuta una cura per la dermatite seborroica, si può solo contenerla
  2. stress ed inquinamento aumentano il fenomeno, ma sono in genere ineliminabili
  3. la malattia arriva al viso dai capelli, per cui sono assolutamente da evitare comportamenti quali lavarsi la faccia, sotto la doccia, con la schiuma dello shampoo
  4. evitare le saponette a favore dei saponi in dosatore per motivi analoghi
  5. mi ha consigliato di far uso di shampoo al ketokenazolo
Ho provato vari prodotti al ketokonazolo ma, dopo qualche mese, non era cambiato nulla.

Disperato ho cercato su Internet fino a trovare il sito di Plinio Camaiti (che ringrazio infinitamente anche se la pagina in cui raccontava le sue vicissitudini personali con la dermatite non c'è più) che suggeriva di utilizzare una sostanza naturale chiamata malaleuca (oppure Tea Tree Oil) .

Il Tea Tree Oil è semplicemente il più potente antimicotico (naturale) conosciuto.

Riassumendo: antimicotico significa che uccide le muffe; i lieviti sono muffe; la malassezia è un lievito normalmente presente sulla pelle il cui aumento sembra collegato al comparire della dermatite seborroica.

Sono andato in un'erboristeria dove non ho trovato il MICOVIT della Farmaderbe suggerito da Plinio ma l'olio alla malaleuca di Bottega Verde.

Non sapendo come utilizzare l'olio, ho condotto i seguenti esperimenti:
  • Ho provato ad utilizzarlo puro ma era troppo irritante per un uso continuativo.
  • Ho provato a mescolarlo al sapone (liquido, in dosatore) con cui mi lavo la faccia ma il i risultati erano ridotti.
  • Ho mescolato poche gocce di olio di malaleuca in un barattolino di crema idratante per viso: bingo!
Sono sufficienti uno o due applicazioni al giorno di una piccolissima quantità sulle parti irritate e la pelle torna normale. La cremina è, per il resto, anche piacevole.


Inoltre, anche se non ne conosco la ragione, ho trovato uno shampoo che, a me, sembra ridurre la dermatite del cuoio capelluto. In realtà la forfora rimane, ma sembrano essere spariti il gonfiore e le spesse croste squamose. Lo shampoo è il Pantene PRO-V "purificante".
Se avete una spiegazione: scrivetemela! Ve ne sarò grato.

Qualche link:
  1. Dermatite seborroica sul sito del dott. Parodi, ottima definizione, foto e definizione della Malassezia
  2. Sintetica definizione di dermatite seborroica su Wikipedia
  3. Sulla malaleuca e le sue proprietà c'è un bell'articolo sull'articolo sul sito de L'erboristeria della dottoressa Multineddu

Micce

Anche oggi vi propongo un gioco.

Sei bloccato in un'edificio diroccato, fuori è pieno di cecchini.
Sai che, come da piano, tra 46 minuti esatti arriva un elicottero blindato e silenziato. Il protocollo di sicurezza prevede che l'elicottero si possa fermare in uno spiazzo aperto solo per pochi secondi. Guardi fuori dalla finestra e capisci che ci vuole circa un minuto per raggiungere lo spiazzo correndo, troppo per cominciare a correre quando lo vedi.
L'orologio è rotto, ti tocchi le tasche e trovi due micce da un'ora ed una scatola di fiammiferi. Sei artificiere esperto e sai che quel tipo di micce sono precise ma non lineari, cioè, è garantito che una miccia duri un'ora ma non è garantito che mezza miccia misuri mezz'ora.
Ci pensi un po' e capisci che devi riuscire a misurare 45' con la maggior precisione possibile e poi iniziare a correre.

Come fai?

La soluzione è nascosta qui sotto, in bianco su bianco, ed è leggibile selezionando il testo.

Accendi una miccia a due estremità e la seconda ad una sola estremità. Quando la prima si esaurisce, accendo la seconda estremità della seconda.
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venerdì, maggio 16, 2008

se in Canada incontri un'estetista


Manuela ha scritto, nel suo blog, un bellissimo girasole (nella definizione che adottiamo in questo blog, il girasole è un piccolo evento, un po' intimo, un incontro che merita di essere raccontato) in cui racconta di una ordinaria quanto straordinaria estetista.
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lunedì, maggio 12, 2008

Fedeltà

Claudio mi ha regalato questa storiella.

Come essere fedeli

Ero molto felice: la mia fidanzata e io stavamo insieme da più di un anno, e avevamo deciso di sposarci. I nostri genitori ci aiutarono in tutti i modi possibili, i miei amici mi assecondavano, la mia fidanzata era un incanto.

C'era solo un problema: la migliore amica della mia fidanzata. Era intelligente e sexy e ogni tanto avevo l'impressione che mi facesse il filo, e ne rimanevo turbato.

Un giorno, l' amica della mia fidanzata mi telefonò e mi chiese di andare a casa sua per aiutarla a occuparsi della lista degli invitati al nostro matrimonio e io ci andai.

Era da sola e quando arrivai mi sussurrò che (nonostante stessi per sposare la sua migliore amica) nutriva un sentimento e del desiderio verso di me e che non poteva più nasconderli. Però prima di chiedermi di sposarla e così portarmi eventualmente a sconvolgere la mia vita e
quella della sua migliore amica, voleva fare l'amore con me -- per una volta sola. Cosa potevo dire? Ero talmente sorpreso che non dissi una parola.

Lei disse: "Andrò in camera mia e se lo desideri, entra e sarò tua."
Ammirai il suo meraviglioso fondoschiena mentre saliva le scale. Mi alzai dalla poltrona e rimasi lì in piedi per un momento che mi sembrò eterno.

Poi mi voltai, andai alla porta d'ingresso e uscii in strada, verso la mia auto.

La mia fidanzata era lì fuori, con lacrime agli occhi. Mi venne incontro, mi abbracciò forte e mi disse: "Sono felice e orgogliosa di te: hai superato la mia piccola prova. Non potevo scegliere un uomo migliore come mio sposo!"

Morale: Lascia sempre i preservativi in macchina.

venerdì, maggio 09, 2008

Ponte sospeso

Arkady, durante la nostra tradizionale pausa prannzo in mensa, ci ha proposto il seguente.

Quattro campeggiatori, di notte, devono attraversare un ponte sospeso per tornare al campeggio.
Hanno una sola torcia che può al massimo durare ancora 17 minuti e il ponte ne regge al massimo due alla volta.
Uno impiega 1 min per attraversare il ponte, il secondo 2 min, il terzo 5 min e l'ultimo 10 min.

Come fanno?

La soluzione è nascosta qui sotto, in bianco su bianco, ed è leggibile selezionando il testo.

Per comodità identifichiamo i tre campeggiatori con il loro tempo di percorrenza del ponte sospeso.

La sequenza ottimale è la seguente:

  1. viaggio: 1 e 2 attraversano (siamo a 2 min)
  2. ritorno: 1 ritorna con la torcia (siamo a 3 min)
  3. viaggio: 5 e 10 attraversano e si fermano (siamo a 13 min)
  4. ritorno: 2 ritorna con la torcia (siamo a 15 min)
  5. viaggio: 1 e 2 attraversano (siamo a 17 min)
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mercoledì, maggio 07, 2008

A proposito di know-how

In una mia vecchia agenda ho trovato questo bel motto di management:

Le risorse si possono comprare,
il capitale si può prendere in prestito,
la conoscenza, o know-how, deve essere sviluppata.

Angelo L(incomprensibile)son
... non sono riuscito a capire di chi è la citazione.
Qualcuno riesce ad aiutarmi?
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Filastrocca del ragno

Non so da dove venga, ma la ho in testa da un po'.


C'era una volta un ragno
all'ombra di un castagno.
La pioggia venne giù,
ed il ragno non c'è più.


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lunedì, maggio 05, 2008

Ebbene si, sono DISPRASSICO

Incredibile, dopo tanti anni di attesa qualcuno si è accorto che ci sono anche le persone come me, e come mio figlio.

Cosa è la disprassia? Significa che un bambino bello, fisicamente ben proporzionato, intelligente e creativo, inspiegabilmente:

  1. non riesce a dare un calcio ad un pallone senza cadere per terra, da solo, perdendo l'equilibrio
  2. non riesce a tenere per 2 minuti in ordine il proprio banco: come un'anima in pena si china a raccogliere la penna e gli cade una matita; mentre cerca di afferrare la matita rovescia la pila di quaderni; quando raccoglie la pila di quaderni viene richiamato dalla maestra e, per la frustrazione, morde la penna con cui macchierà il libro che poi stropiccerà quasi scientificamente infilando in cartella; e così via per tutta la giornata scolastica, compiti a casa compresi
  3. non coordina il movimento fine, tanto da riuscire a scrivere in modo illeggibile anche il proprio nome
  4. sembra un pagliaccio quando corre
  5. sembra non ascoltare quando gli si spiega il giusto movimento per fare qualcosa; e anche se ascolta lo lo eseguirà egualmente, come se chi gli spiega avesse parlato arabo
  6. non sa comportarsi in compagnia, non si sincronizza con gli altri; se tutti vanno a destra, lui va a sinistra, se tutti vanno avanti, lui va indietro; se tutti sono seri e concentrati lui ride smodatamente; se tutti ridono lui seriamente si domanda perché nessuno segue i suoi serissimi ragionamenti.
  7. non riesce, a 10 anni, ad allacciarsi le scarpe; quando la sorella di 4 anni ha già, quasi quasi, capito il movimento corretto
  8. beh, ma questa è una conseguenza, fatica tantissimo ad avere amici
Sembra incredibile eppure la diprassia in età evolutiva colpisce il 6% della popolazione infantile tra i 6 e gli 11 anni e condiziona terribilmente tanto il successo scolastico (soprattutto nelle elementari e nelle medie) che l'amor proprio dei disprassici e dei loro genitori, eppure è riconosciuta e descritta solo da pochissimi anni.

Restando alle curiosità numeriche, si noti che la disprassia è maschio dato che colpisce perlopiù i maschietti (nei 3/4 dei casi) e questo la rende ancora più strana per gli insegnati della scuola primaria (le elementari) che ormai sono quasi esclusivamente personale femminile.


Qui di seguito un po' di risorse da Internet.

DISPRASSIA

Oppure, in inglese, DYSPRAXIA o anche Developmental Coordination Disorder (DCD)


Avete mai fatto caso al fatto che Pippo in inglese si chiama Goofy,
che Goofy significa goffo e che
goffo è l'aggettivo più utilizzato per descrivere i disprassici?



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Ascensore

Gabriele mi ha proposto questo bellissimo giochino.

Un tizio che abita al sesto piano di un palazzo, tutte le mattine prende l'ascensore per arrivare al pianoterra e andare a lavorare.
Quando torna stanco la sera, sale malvolentieri a piedi fino al sesto piano, pur sapendo che l'ascensore funziona benissimo.

Perché?

La soluzione è nascosta qui sotto, in bianco su bianco, ed è leggibile selezionando il testo.


E' un nano.


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Mi sento fortunato