mercoledì, agosto 18, 2010

La vecchia cascina


Lungo il tragitto che percorro in bicicletta ogni giorno per andare al lavoro c'era una vecchia cascina.

Sono passato molte volte, ed ogni volta pensavo che avrei dovuto passare una volta con la macchina fotografica.

La cascina era male in arnese. Alcune finestre chiuse in qualche modo con lastre di metallo ondulato. Qualche finestra con tendine orlate di pizzo.
Un fienile diroccato con legato un grosso cane dall'aria tranquillamente minacciosa. Un grande cancello di ferro arrugginito all'ingresso.

Mattoncini rossi. Un orto. Alberi antichi, forse prugni.

Una parete del fienile era completamente ricoperta da un rampicante, forse vite americana, che si tingeva di rosso smagliante in autunno per sfumare nel marrone fino alla morte all'inizio dell'inverno e rinascere verde smagliante a primavera.

Lei trasudava poesia ed io ero perennemente in ritardo. Aspettavo l'autunno per dedicargli una visita con l'apparecchiatura fotografica. E pazienza se sul cancello c'era scritto "proprietà privata, vietato l'ingresso".

Due settimane fa hanno recintato l'area e cominciato ad accumulare macchine da lavoro.
La settimana scorsa, una mattina, non c'era più nulla. Né la casa. Né il fienile. Neppure il cane.

Adesso c'è un grande cartello in caratteri cubitali di diverse dimensioni:
«E se la tua nuova casa fosse qui?»
Dall'altra parte della strada qualcuno ha scritto, sul muro dietro il quale nascerà (sigh) il centro commerciale più grande d'Europa:
«Dio muratore
sottopagato»
~

1 commento:

Ibadeth ha detto...

Già.
Io mi chiedo che cavolo si costruiscono, con questa crisi che c'è. Chi le compra, le case?
Ma poi, ci voleva tanto a ristrutturarla, la cascina? Capisco che non ci venivano trecento appartamenti...
Ultimamente vedo parecchi angolini devastati per farne casamenti. E' vero che difficilmente si fanno casermoni come negli anni Settanta (almeno a Perugia, a Milano non so...)...però ogni volta è un pezzo di me che se ne va.

Mi sento fortunato