venerdì, agosto 05, 2016

Appunti sulla Riforma Costituzionale - il rapporto con le Regioni

«Attenti ai politici che fanno dei nostri
sentimenti uno strumento di potere.»
(Zygmunt Bauman)

Un collega qualche giorno fa esprimeva alcuni sulla riforma costituzionale, ed in particolare si chiedeva perché mai fosse necessario togliere (in toto) l'autonomia alle regioni. Perché mai, dice, devono togliere la gestione della sanità alle regioni anche là dove la sanità funziona bene?

Hmmm, ho pensato, chi ha detto che la sanità verrà tolta alle regioni per ri-accentrare tutta la gestione a Roma?



Dato che la lettura in testo originale della riforma è una montagna troppo ripida per informatico poco avezzo alla terminologia legale, ho cominciato a documentarmi da queste slide pubblicate su un sito del governo: http://www.riformeistituzionali.gov.it/riforma-costituzionale/le-slide-di-sintesi-sulla-riforma-costituzionale/, ne consiglio la lettura a tutti coloro che non hanno ancora idea dei contenuti della riforma. 

Riguardo ai poteri tolti alle regioni ecco l'elenco:
  1. ELIMINATE LE COMPETENZE CONCORRENTI (*)

  2. MAGGIORE CHIAREZZA NELLA DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE DELLO STATO, RAFFORZATE IN ALCUNE MATERIE (COME LE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, LA CONCORRENZA E LE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE

  3. COMPETENZA RESIDUALE DELLE REGIONI NELLE MATERIE NON RISERVATE IN VIA ESCLUSIVA ALLO STATO 

  4. PER TUTELARE L’UNITÀ GIURIDICA O ECONOMICA DEL PAESE O L’INTERESSE NAZIONALE, SU PROPOSTA DEL GOVERNO, LA LEGGE PUO’ INTERVENIRE IN MATERIE NON ATTRIBUITE DALLA COSTITUZIONE ALLA COMPETENZA ESCLUSIVA DELLO STATO 
Riguardo alle prerogative lasciate alle regioni di eccellenza non c'è nulla di particolare, ma lo Stato può entrare nelle amministrazioni malgestite:
  • FORME E CONDIZIONI DI AUTONOMIA ULTERIORI POSSONO ESSERE ATTRIBUITE ALLE REGIONI ORDINARIE E SPECIALI CON LEGGE BICAMERALE: NON È PIÙ RICHIESTA LA MAGGIORANZA ASSOLUTA PER L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE MA È STABILITA LA CONDIZIONE DELL’EQUILIBRIO DI BILANCIO DELLE REGIONI INTERESSATE 
Poi questi: 
  1. INTRODOTTI INDICATORI DI COSTI E FABBISOGNI STANDARD PER PROMUOVERE CONDIZIONI DI EFFICIENZA PER LE FUNZIONI PUBBLICHE DEI COMUNI, DELLE CITTÀ METROPOLITANE E DELLE REGIONI

  2. ESCLUSIONE DALL’ESERCIZIO DELLE FUNZIONI PER GLI AMMINISTRATORI REGIONALI E LOCALI IN CASO DI ACCERTATO STATO DI DISSESTO DEGLI ENTI TERRITORIALI

  3. LIMITE AGLI EMOLUMENTI DEI TITOLARI DEGLI ORGANI REGIONALI, NON SUPERIORI A QUELLI DEI SINDACI DEI CAPOLUOGHI DI REGIONE 

(*) Riguardo alla definizione delle competenze concorrenti, in wikipedia ne ho trovato l’elenco (art. 117.3 Cost.):
a) rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni;
b) commercio con l'estero
c) tutela e sicurezza del lavoro
d) istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale
e) professioni
f) ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi
g) tutela della salute
h) alimentazione
i) ordinamento sportivo
l) protezione civile
m) governo del territorio
n) porti e aeroporti civili
o) grandi reti di trasporto e di navigazione
p) ordinamento della comunicazione
q) produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia
r) previdenza complementare e integrativa
s) armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario
t) valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali
u) casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale
v) enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. 

Mi sembra si tratti di poteri che le regioni di fatto non hanno utilizzato in questi anni o che spesso hanno utilizzato male

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