lunedì, maggio 18, 2015

Dov'è la mia sinistra?


«Si parla molto di chi va a sinistra o a destra,
ma il decisivo è andare avanti
e andare avanti vuol dire
andare verso la giustizia sociale.»
(Alcide De Gasperi, Discorso, 1949)

Tutto parte da Norberto Bobbio, che nel phamplet Destra e Sinistra li caratterizza sostanzialmente come merito e differenze (destra) contro solidarietà ed eguaglianza (sinistra).

Non è che non fossi d'accordo: è che non mi sembrava sufficiente.

Una risposta più completa mi arrivò da un semiologo. Furio Jesi, nel libro Cultura di Destra racconta di come per la destra esiste sempre un mitico passato di armonia che è stato disturbato da agenti esterni (possono essere ebrei, omosessuali, musulmani, banchieri cattivi, negri o comunisti). In questo contesto essa (la destra) affonda le motivazioni del suo agire con ogni mezzo contro l'agente disturbatore.

Al contrario, per Jesi, la sinistra agisce avendo sempre ben presente il conflitto sociale (tra ricchi e poveri, tra colti ed ignoranti, tra autoctoni e stranieri, tra assunti e precari, tra lavoratori e pensionati) e cercando, volta per volta, di porvi rimedio.

Siccome il conflitto sociale cambia nel tempo, la sinistra si caratterizza per essere progressista (ti prometto un luminoso progresso se riusciamo insieme ad affrontare il conflitto sociale) contro una destra conservatrice (se combatti con me sconfiggeremo i cattivi che hanno turbato l'ordine e torneremo al mitico passato di armonia).

Dunque, qui il problema di rappresentare la dualità destra-sinistra assume una forma bidimensionale i cui assi principali potrebbero essere egoismo e solidarietà (quello verticale) e innovazione e conservazione (quello orizzontale).


Ora, tenete in considerazione che, mentre i temi della solidarietà sono abbastanza stabili (dai Vangeli in avanti passando per Marx ed Engels), i temi del progresso si adattano ai tempi e quelli che lo erano quarant'anni fa, ora probabilmente non lo sono più.

Nell'ultimo grafico ho provato ad elencare i temi che, a mio avviso, caratterizzano (o hanno caratterizzato) il dibattito politico di questi anni e li ho collocati nel grafico con il risultato che potete vedere.


Nota
Rivedendo il diagramma mi rendo conto il berlusconismo è stato un movimento di forte innovazione tra la fine degli anni  '80 ed i primi del 2000 (e per questo i detrattori accusano Renzi di berlusconismo), ma che già ora riguarda solo il passato e andrebbe fatto slittare verso il conservatorismo.

Conclusione
Anche se mi sembra che a questo punto non ci sia neanche bisogno di scriverlo, la mia sinistra ideale si colloca nel riquadro in alto a destra, tra Solidarietà ed Innovazione.

Inoltre
Vi segnalo anche un bell'articolo del 2013 di Emilio Carnevali che riassume questi ed altri concetti della dicotomia destra-sinistra con un linguaggio sicuramente più colto del mio.
L'articolo parte da alcune domande poste da Michele Serra: Che cosa intendiamo oggi quando parliamo di “sinistra”? Perché ciò che una volta era sinonimo di cambiamento e speranza è oggi diventato l'icona della conservazione?


~

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Mi sento fortunato