lunedì, novembre 03, 2008

Gelmini dixit

Per capire la riforma della scuola proposta dal ministro Gelmini e materializzata in un decreto lgge, può essere utile leggere un articolo scritto di dalla Gelmini stessa sul Corrire della Sera e intitolato «Quarant' anni da smantellare»

Cito ampi brani che ho trovato tanto significativi quanto controversi e mi permetto di evidenziare alcuni passaggi.

Si inizia con la critica del politicamente corretto, come se la scorrettezza fosse un valore

(...) Dal 1968 a oggi la scuola è diventata quello che non può e non deve essere: un ammortizzatore sociale, una macchina erogatrice di stipendi - per giunta inadeguati - per gli insegnanti.

Una tipografia di diplomi - inutili e inutilizzabili - per gli studenti. Un mostro burocratico produttore di normative e circolari che si contraddicono l' una con l' altra.

In quarant'anni di ideologia «politicamente corretta», di dominio ideologico della sinistra, la scuola è diventato tutto questo e ha perso il senso della sua missione: la formazione culturale e professionale dei giovani e, insieme, la costruzione del futuro di una nazione.
elenca i valori (si presti attenzione al vuoto pedagogismo che va a tenere compagnia al politicamente corretto del paragrafo precedente)
Galli della Loggia è però ingeneroso quando accusa il governo di considerare la scuola niente più che un inutile costo da tagliare. Da quando ho assunto la responsabilità di ministro ho avanzato alcune proposte per cambiare uno stato di cose non più tollerabile. Voglio ricordarne alcune.
  • Voto di condotta, divisa scolastica,insegnamento dell'educazione civica, ritorno al maestro unico, rilancio degli istituti tecnici e della formazione professionale.
  • Autorevolezza, autorità, gerarchia, insegnamento, studio, fatica, merito.
Sono queste le parole chiave della scuola che vogliamo ricostruire, smantellando quella costruzione ideologica fatta di vuoto pedagogismo che dal 1968 ha infettato come un virus la scuola italiana.
la condivisione dei valori con il commercialista
Idee che anche il ministro Tremonti ha esposto in una recente intervista.
i soldi
Tutto questo passa per un' indispensabile e difficile ristrutturazione della scuola, di cui il governo, e in particolare chi scrive, si sono assunti la responsabilità.
Ho condiviso finalità e misure della manovra economica del governo per i prossimi tre anni, oggi legge dello Stato; quella manovra prevede di ridurre il numero degli insegnanti e del personale ausiliario di meno del 10% entro il 2011.
In un Paese che ha oggi il più elevato numero di addetti della scuola - ben un milione e 300mila - in rapporto al numero degli studenti, è la prima cosa da fare per riorganizzare la scuola.
Non possiamo pensare di cambiare fino a quando ci rassegneremo all'idea che il 97% delle risorse destinate alla scuola serve a pagare stipendi bassi e appiattiti.
investimenti e circuito virtuoso
Inoltre abbiamo introdotto un principio nuovo e virtuoso: un terzo dei risparmi sarà destinato a investimenti per migliorare la scuola, per cominciare a spargere i semi del merito e dare un senso alla parola autonomia.
i Promessi Sposi (me li ricordo poco e, devo confessare, non mi sono mai mancati)
(...) Nella mia audizione alle commissioni parlamentari ho parlato della necessità di tornare alla «quarta I» di italiano, intesa come letteratura, storia, tradizione, cultura. Noi vogliamo una scuola che insegni a leggere, scrivere e far di conto. Una scuola in cui si torni a leggere I Promessi Sposi ...
l'italiano della burocrazia (come non essere d'accordo?)
... e dove non si dica più che lo studente dovrà «padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l' interazione comunicativa verbale in vari contesti».
una visione
(...) chiedo di riconoscere a me, a tutto il governo e alla maggioranza una visione, una cultura, un' idea dell'Italia e del suo futuro, e, insieme, un progetto per la scuola italiana.
l'apertura ai contributi di studenti, insegnati e famiglie (purché corale, sigh)
Un progetto che, non mi stancherò mai di ripeterlo, è aperto a tutti i contributi e vorrei vedesse tutti i protagonisti della scuola - studenti, insegnanti, famiglie - consapevoli del fatto che è impossibile difendere lo status quo e partecipi di un corale impegno, un impegno nazionale, per restituire alla scuola il senso della sua missione.
un piccolo scivolone (solo militari e burocrati si firmano con cognome e nome)
ministro dell'Istruzione
Gelmini Mariastella

Pagina 37
(22 agosto 2008) - Corriere della Sera
Non nego che sono tanto spaventato quanto speranzoso: che la scuola andasse riformata è fuori di dubbio. Che vi fosse la necessità dei valori e la cultura proposti dalla Gelmini sono alquanto dubbioso.

Ieri la Repubblica ha dedicato un'intera pagina "Il popolo dei dislessici: Non nascondiamoci più" alla dislessia.
La dislessia (come le altre sindromi disgrafia, disortografia, discalculia, disprassia) è un fenomeno di cui molto lentamente si stanno cominciando a scorgere i confini, che presumibilmente si collocano tra il 5 ed il 10% della popolazione scolastica.
L'idea di un dislessico famoso, Daniel Pennac, è che le conseguenze peggiori della dislessia si manifestano quando la scuola, invece che utilizzare la comprensione, l'umanità e i corretti protocolli di comportamento adotta l'autorità e la disciplina, finendo per umiliare e distruggere ragazzi che potrebbero dare moltissimo.
La mia personale esperienza come papà di un figlio disprassico lo conferma pienamente.

Incrociamo le dita.
~

2 commenti:

Luckigno ha detto...

Incredibile che una come la Gelmini che tra l'altro è diventata avvocato comprandosi l'esame in Calabria possa solo parlare d'istruzione...che la scuola, così come l'Università, vada riformata. Più che riforma, la sua, mi sembra uno sfascio...

Susanna ha detto...

Uno sfascio, sì. Non perché la scuola fosse perfetta, sia chiaro. Non lo era affatto, ma la dottoressa Gelmini la peggiorerà. Vuole solo risparmiare e non sentir parlare di sinistra.
Una, poi, che ha detto davanti a tutto il Parlamento "sotto l'egìda del Governo Prodi" (sbagliando clamorosamente l'accento, in un mare di fischi e commenti salaci) e che ha sostenuto che il 40 % di 800.000 è 400.000...
Ministro dell'Istruzione. Sì.
Beh, del resto la Carfagna è ministro delle Pari Opportunità...
gatta susanna

Mi sento fortunato