sabato, ottobre 25, 2008

Sfotti, sfotti ...

Il fratellone dink (double income no kids) mi ha scritto dal suo nuovo iPod Touch:

«quasi ti invidio: non hai neanche più bisogno della tv per passare una serata allegra; e se ci pensi bene, non ti servirebbe nemmeno più lo stereo: avendo a disposizione due polmoni (piccoli ma potenti) in via di sviluppo...

In effetti, sarebbe meglio fare i figli a diciotto-vent'anni: si eviterebbe un sacco di spese destinate a rivelarsi poi inutili. E la sera non si sentirebbe il bisogno di uscire, poiché il divertimento lo si avrebbe già in casa.»
Ma la parte del serio e responsabile non dovrebbe toccare al fratello grande mentre il piccolo gozzoviglia e, alla fine, viene sempre perdonato come il figliol prodigo?
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3 commenti:

Aliza ha detto...

Marco forse è proprio invidia non "sfottò".
Marco non ti preoccupare, molto prima di quanto creda (ho visto i miei fratelli e le mie amiche) quasi all'improvviso i figli sono grandi, escono, hanno le loro cose e tu con tua moglie potrete godere della tv, dello stereo, ecc.
Sei tu il figliol prodigo del 2008, si prodigo di vita, non lo vedi?? un bacio A.

Canada Blues ha detto...

Mi pento amaramente dei 400€ (315€ per iPod+accessori, come l'adattatore video con cui collego il pod ai proiettori che abbiamo a scuola per mostrare podcast e filmati in tedesco e inglese; 85€ per un miniamplificatore per chitarra Eko M6 da 10W) che ho speso DI TASCA MIA (stipendio netto mensile 1450€) per proporre ai miei alunni il meglio.

Ah, peccato che non sia esatto neppure il DINK: la mia compagna è in Canadà col suo stipendio.

Mi pento anche dei 1200€ che è costato il mio laptop (che porto spesso a scuola anche per farlo usare dai miei alunni) e dei 40€/mese di ADSL per poter lavorare col web (sistemi di LCMS; risorse web; podcast della tv tedesca, che trascrivo accuratamente, doto di note, traduco e trasformo in esercizi di ascolto di ogni tipo). Tutto di tasca mia—ovviamente.

I pomeriggi e le sere che passo a dannarmi per produrre documenti mirati per l'apprendimento ovviamente non li conto, perché tanto si sa: noi insegnanti lavoriamo solo mezza giornata, no?

Per quel che riguarda gli "sfottò" (e a maggior ragione "l'invidia")—be', dire che sono fuori luogo è poco. Credo che uno dei primi meccanismi della psicologia umana che si imparano all'università (negli esami di psicologia, non di ingegneria ovviamente) sia proprio quello della proiezione: tendiamo a proiettare sugli altri quelle che sono le nostre ragioni, i nostri comportamenti e intenzioni.

Con tanti saluti all'obiettività.

Marco Marsilli ha detto...

Per fortuna ci sono gli insegnati che si dannano, si impegnano, ci mettono tutto il loro amore ed impegno.

Il fatto è che questi difendono a spada tratta la categoria. Categoria in cui militano tantissimi per cui l'insegnamento è semplicemente -e a torto- un mestiere che consente di lavorare poche ore alla settimana.

Non è facile arrivare alla quadratura del cerchio e a volte più ci impegniamo e meno ci sembrano i risultati ...

Ovviamente se mai si arrivasse ad introdurre una qualche forma di meritocrazia nella scuola, chi si impegna e ci mette del proprio -anche oltre i mansionari- ne trarrebbe vantaggio, economico e/o di riconoscimento.

Il fatto è che, per la mia esperienza, la meritocrazia è realmente implementabile solo dove c'è un cliente, cioè qualcuno che ricava un vantaggio se il servizio erogato è qualitativamente elevato.

Questo "cliente" dovrebbe ovviamente avere il modo di esprimere la propria opinione e questa deve avere un effetto all'interno dell'organizzazione che eroga il servizio.

Al contrario le organizzazioni autoreferenziali -siccome solo io so, io solo posso giudicare il mio servizio- tendono sempre ad essere zoppicanti ed al loro interno tende a prevalere chi meno si impegna.

Mi sento fortunato